Cerca nel blog

lunedì 2 settembre 2019

Mondo Podcast- Il cacciatore di libri


Una delle più grandi invenzioni dell'umanità dopo la ruota...sono i podcast! Ovviamente quelli ben fatti, seri, che trattano argomenti in modo approfondito oppure offrono spunti. 

Il più gran consumatore di podcast è...il mio partner!

Estate, interno casa, tra le varie faccende domestiche fatte il Lui se ne esce con "Ho appena trovato un podcast che potrebbe interessarti".
Ha ragione!

Il podcast ha come titolo IL CACCIATORE DI LIBRI, come si legge dal titolo di questo articolo, e tratta di libri ma anche di serie tv, è una trasmissione di Radio24, condotto da Alessandra Tedesco. La trasmissione è gradevolissima, scorrevole e interessante, con interviste agli editori ed agli autori.
Come descrive bene nella pagina ufficiale


"Un inviato virtuale in libreria per scoprire le novità editoriali, ma anche per rivalutare romanzi pubblicati da tempo. In ogni puntata un incontro con uno scrittore per parlare del libro e non solo. Curiosità sul mondo dell'editoria, festival culturali e tendenze."

 Di tanto in tanto mi piace entrare in libreria e buttare un'occhio sulle novità. Da questo punto di vista adoro la Feltrinelli ( sarà per quello sconticino sulle novità che fa per i titolari della tessera) che presenta un muro e due colonne dedicate alle novità, ma il problema di entrare con lo spirito "ora prendo un libro nuovo di un autore che non conosco e me lo leggo" è che finisco per non comprare nulla perché mi trovo puntualmente dinnanzi all'annoso problema:
- scegliere il libro per la copertina più accattivante? Superficiale ed ingiusto
 
- prediligere l'autore che già conosci? Non è corretto nei confronti di chi non conosci, però se c'è lo prendo.
- leggere la quarta di copertina e sfogliare qualche pagina a caso per vedere se accattiva lo stile...ma spesso nemmeno questo funziona. O la trama sembra banale e scontata o lo stile non ti accattiva dalle due paginette lette (ammettiamo che non puoi mica leggerti tutto), oppure entrambe le cose. Di certo non è da un paio di pagine che riesci a capire come è sviluppata la trama, ma non puoi leggertelo tutto prima di comprarlo. 

E allora? Ecco che podcast come questo vengono in aiuto. Te li scarichi, te li ascolti con calma dove vuoi (puoi anche ascoltarli senza scaricarli da pc o tablet o smartphone, in streaming) e ti fai un'idea sul libro ascoltando l'intervista all'autore. Questo non garantisce necessariamente che ti piacerà il libro, ma almeno gli avrai dato una possibilità in più: ascoltare chi lo ha scritto.  L'autore deve venderti il libro, è vero, ma considera che poter ascoltare la genesi e la filosofia alla base dell'opera ne permette una decisione più consapevole per un eventuale acquisto.
Il vantaggio indiscusso di trasmissioni come queste risiede proprio nello scoprire nuovi libri, ma alla fine a te spetta il compito di giudicarli abbastanza interessanti da spenderci quella decina o più di euro o lasciar perdere. La voce della conduttrice è piacevole e la trasmissione ti immerge in quell'atmosfera piacevole da salotto, consiglierei quasi di ascoltarla con una tazza di caffè o tè e biscottini. 

Che tu legga tanto o poco, questo podcast può rivelarsi una risorsa preziosa anche solo per un poco di relax.

Per ascoltare i podcast si può utilizzare una qualsiasi app su Android o Ios oppure direttamente dal web sul sito interessato, io uso Podcast addict, ma è una mia scelta.

CONSIGLIO DAL CUORE (e dal portafogli)
Se hai un e-reader cerca sempre la versione e-book del libro, costa meno e supporti ugualmente l'editoria. 

Buon ascolto (se vuoi provare) e/o buona lettura
Maestra imperfetta






Se ti fa piacere puoi lasciare un commento, diversamente puoi scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com per segnalare libri, pareri, aneddoti e/o prodotti testati.





sabato 31 agosto 2019

Maeeeeestraaa Sono il Collegio Docenti....

MAEEEESTRAAA il primo collegio docenti è alle porte!


Ammettiamolo, a nessuno sorride l'idea di tornare nel carnaio di quella sala dove sentire il Dirigente Scolastico parlare delle cose di scuola per circa un paio di ore. Per quanto debba ammettere abbiamo una Dirigente Scolastica con vena cabarettistica che alleggerisce molto il clima dei collegi, quelle due ore proprio pesano già solo al pensiero. Che fare?


CHE FAI TU AL COLLEGIO?

Mi costa bonarie prese in giro, anche e sopratutto da me stessa, ma la piccoletta dai codini biondi e sempre apparentemente distratta che ero...è rimasta in me ed esce fuori in questi contesti.
Io, come potrai immaginare, di solito disegno e dipingo ad acquarello durante i collegi ed i corsi se capita, ed a tal proposito mi sono comprata una confezione portatile,comoda e ben organizzata per acquarellare ovunque (la trovate su Amazon).


Il pennello con serbatoio per l'acqua permette di non dover girare con bottigliette ed inondare i colleghi (sono un tantino maldestra e purtroppo è già accaduto), ed è incluso nella confezione.
Un piano sotto l'ultima palette di colori permette di mescolare per ottenere il colore o la sfumatura che si desidera. 
Lo sketchbook l'ho comprato altrove, a Rouen, ma si trova anche su Amazon (è più forte di me, devo comprarmi qualcosa per disegnare quando viaggio anche se ce l'ho). 

Sketch Book, art creation della Talens. Non è acquarellabile ma comunque regge abbastanza bene gli acquarelli.


MA COSA DISEGNARE?

Tutto! Tutto è ispirazione (anche per i vostri bimbi) e tutto aiuta ad esercitare lo spirito di osservazione. Ogni particolare è degno di nota se lo osserviamo con attenzione (avvisate i colleghi però o si sentiranno a disagio); la mano che regge la bottiglietta d'acqua, quella scarpa particolare nella foggia, quell'orecchino abbinato alla collana oppure la pettinatura di quella collega.  
All'ultimo collegio di Giugno per esempio mi sono soffermata sulle piante che stavano sugli armadietti della secondaria. 

 
Mi sentivo esattamente come le piante...disidratata e stanca.


E pace se ci sono sbavature! A volte le sbavature sono proprio ciò che rende accattivante il disegno, quelle imperfezioni che lo rendono diverso da un prodotto perfetto.


Altre volte ci si concentra sulla visione d'insieme, senza bisogno di essere dettagliati, precisi, basta rendere l'idea. 







Chi ama disegnare, lo fa su qualsiasi superficie, quello che conta è muovere la mano. 
Se non sapete disegnare (o ritenete di non saperlo fare), ci sono dei disegnini molto molto semplici chiamati "doodle". Sono facili da fare, ottimi per fare un poco di pratica.
Su Pinterest se ne trovano tanti esempi.
Un semicerchio, una retta e due righette curve ed ecco che hai fatto una pianta, ma si possono fare anche altri tipi di piante, come i cactus. 



Ma potete anche fare creature marine, e se ci prendete la mano insegnare a farle ai bambini. 


Non te la senti di fare i doodle? Nessun problema, un sistema infallibile che aiuta molto la concentrazione anche da adulti (provato sulla mia e sulla pelle di amici) sono le CORNICETTE!!!! 


 Consiglio però di fare quelle più semplici, elementari, non troppo elaborate, altrimenti sei obbligato/a a contare, stare attento a quello che disegni, e finisci col perderti quello che si dice. Anche per queste, in mancanza di idee, c'è tutto un meraviglioso mondo di cornicette su Pinterest.

Mi rendo conto che sto invitando (ed incitando) alla distrazione, cosa che mi potrebbe sicuramente valere un bel rimprovero da qualsiasi Dirigente Scolastico, sono Lucignola nell'animo. Per correttezza, ma lo penso sinceramente, invito sempre a considerare il proprio livello di attenzione e quanto ci occorre per rimanere attenti e concentrati. Io riesco ad essere più attenta disegnando, ma quello che vale per me, non vale per tutti, pertanto se non sei arcisicuro/a di riuscire a mantenere l'attenzione provando a fare anche solo i doodles, meglio evitare e farli magari a casa o in altri contesti. 

Conoscere se stessi (e riconoscere i propri limiti) è il primo passo per essere buoni insegnanti (e belle persone).  

Buon  primo Collegio Docenti dell'a.s. 2019/20 a tutti

Maestra Imperfetta

 
 

giovedì 29 agosto 2019

Esporre o esporsi?


Concorso 2016 
Prova orale

Non sono mai arrivata a fare prove orali per concorsi docenti prima di allora, quindi...
 cosa fare? Come funziona? Come si organizza? Cosa devo sapere e cosa evitare?

Vado a vedere gli orali altrui giusto per vedere che errori evitare, perché il principio su cui mi baso è che se urta me, figurarsi una commissione. 
Vedere da esterni le prove altrui è sempre molto istruttivo perché, quando esponiamo una presentazione, un'idea o una lezione, è importante anche come parliamo. Dal momento che so che sei un docente che segue corsi, si aggiorna, partecipa a webinar, ti sarai reso ben conto di quanto uno stile espositivo snervante inficia l'apprendimento dei contenuti ed influenza indirettamente anche parte di questi attivando il pregiudizio (è umano, non c'è da vergognarsene).

Il risultato di quel pomeriggio a guardare le altre aspiranti al ruolo fu proficuo. Quel giorno mi scrissi sopra l'agenda questi punti: 

- nessuna pausa  

- nessun tentennamento

- Prontezza nello spiegare le procedure tecnologiche

- Attenzione alla pronuncia delle parole straniere

- Attenzione alla fluidità del discorso

- Concludere le frasi iniziate

- Non intercalare 

- Non guardare sempre le diapositive

Questi sono i risultati delle osservazioni delle concorsiste e degli sguardi, domande e commenti della commissione giudicante. Se ti basta questo, spero di esserti stata utile, in fondo sono cose cui ci si arriva con un poco di ragionamento. 
Una buona giornata

Maestra Imperfetta



 
Sei un'anima curiosa e vuoi approfondire? Seguimi..

NESSUNA PAUSA

Le pause solo se sei un attore di teatro. Non significa che devi parlare a macchinetta senza respirare, ma evitare pause lunghe aiuta notevolmente. Il sistema migliore è trovare il giusto ritmo per ragionare e parlare senza rischio di incorrere in errori dovuti spesso alla fretta di esporre il contenuto. 

NESSUN TENTENNAMENTO

I tentennamenti sono quelle pause più o meno lunghe quando ci fanno qualche domanda, quei momenti tragici in cui non solo ci colgono alla sprovvista, ma non abbiamo tempo di elaborare una risposta e non la conosciamo nemmeno questa risposta. Meglio essere onesti ed ammettere la propria ignoranza in merito ma non far attendere la risposta, specialmente quando i minuti a disposizione sono contati.

PRONTEZZA NELLO SPIEGARE LE PROCEDURE TECNOLOGICHE

In realtà questo serve per i nuovi concorsi docenti dove è richiesta la conoscenza tecnologica. Se inserisci file audio/video nelle slide, se metti immagini o parli di programmi, mettiti nelle condizioni di spiegare a chiunque come hai fatto o l'immagine che darai sarà di quella che "ci prova a far fesso", che si è fatta fare il lavoro da un altro e lo spaccia per proprio. 

MA IO  ME LO SON FATTO FARE PERCHE' NON SONO MOLTO BRAVO/A
Nessun problema in questo caso, ma ricorda che l'onestà intellettuale è la dote più importante di un docente, perché dobbiamo dare l'esempio noi per primi, quindi meglio ammettere di essersi fatti aiutare ma tenersi preparati anche solo per domande procedurali sull'apertura di una mail, lavoro su excel o su office, insomma conoscenze di base. Abbasserà di qualche punto la tecnologia ma i punti che si guadagnano in immagine verranno messi in altro.

ATTENZIONE ALLA PRONUNCIA DELLE PAROLE STRANIERE

Benché la mia pronuncia non sia perfetta, se c'è una cosa che non digerisco e urta i nervi più di ogni altra cosa è sentire una parola banalissima e conosciuta in inglese pronunciata all'italiana.

Se inserisci parole straniere premurati di sapere come si pronuncia

Un docente dovrebbe dare l'impressione di sapere di cosa sta parlando e questo passa anche attraverso la pronuncia.
Non sai come si pronuncia quella parola? Nessun problema, internet ci viene in aiuto con il sito che ti aiuta in caso di ignoranza (nel senso che ignori) o temporanea amnesia : 

FORVO - https://forvo.com/  

- Inserisci la parola che ti serve nel box

- Clicchi sulla lente di ingrandimento 

- Ti appare la scelta tra due colonne "Words" - parole e "Phrases" le frasi di uso comune in cui la parola è spesso inserita.  Scegli dalla colonna "Words" la parola.

- Scegli la pronuncia che ti interessa, troverai la provenienza di chi pronuncia nelle parentesi accanto al nickname.
Buon ascolto

ATTENZIONE ALLA FLUIDITA' DEL DISCORSO

Uno degli errori comunemente commessi è aprire mille parentesi e non chiuderle, o chiuderne la metà. Quando si fa un discorso è come quando si racconta la trama di un film, di una serie o di un libro: c'è un inizio, un corpo e una fine.
 Quando si espone un progetto di una lezione più chiari si è e meglio è e questa chiarezza si ottiene con un discorso fluido, senza parentesi. Se ti interrompono serve concentrazione per non perdere il filo del discorso, io me la sono risolta con  "ci arriviamo" ed ho proseguito con la mia esposizione, ma alla fine del discorso ho ripreso la domanda che mi aveva interrotta e risposto.

CONCLUDERE LE FRASI INIZIATE

Collegata al punto precedente, questa è una delle bestie nere di tutti, me compresa, quando si parla anche informalmente. Le mezze frasi, quelle sospese per lasciar intendere il finale all'interlocutore, spesso danno l'impressione di voler tenere quest'ultimo all'oscuro di qualche significato recondito nascosto che non deve emergere. Niente di peggio per un'esposizione, ha l'unico effetto di indisporre e nulla più. Se inizi una frase, abbi il coraggio di chiuderla.

NON INTERCALARE

"Eeehm" 
"diciamo"
"praticamente"
"dunque"
E molte altre sono le parole, espressioni verbali che, con un tono esitante, spesso infiliamo nel discorso per prendere tempo. Assicuro che non danno una bella impressione, l'esposizione risulta frammentaria, incerta, facendo apparire impreparati anche i più preparati dei docenti. 
Come faccio a controllare questo problema?
 Concetrazione! Rallentare piuttosto il ritmo nel parlare, non avere fretta di esporre in modo da poter controllare intonazione della voce, contenuti e forma. 

NON GUARDARE SEMPRE LE DIAPOSITIVE

O i libri, o il materiale preparato. Pensa un attimo a come può vederti l'alunno, il docente, l'esaminatore se continui a guardare il libro, gli appunti o le diapositive che tu stesso ti sei preparato. Se un alunno fa una ricerca ma durante l'esposizione di questa continua a guardare i propri appunti, non ti viene da dirgli "ma l'hai scritta tu o hai fatto copia e incolla?". Insomma occorre mettersi nei panni di chi guarda per capire che se nell'esporre si guarda sempre e  costantemente la propria presentazione, sembra che non ce la siamo fatta noi. E non serve dire "eh ma non è così, giuro" perché ammettiamolo, saremo sempre portati a non credere agli altri così come gli altri non saranno inclini a crederci. Come fare?
Guardala il meno possibile, prenditi dei punti di riferimento nella diapositiva in modo che guardandoli per un secondo colleghi il concetto! 
Guarda la diapositiva solo quando cambi, in questo modo darai l'impressione semplicemente di  controllare che tutto sia come deve, non di dover ricordare quello che hai fatto. 


Ho seguito queste regole durante la mia prova orale incassando un bel massimo dei voti, ma ad avvalorare queste regole ci sono anche le esperienze raccolte durante i convegni, seminari e corsi di cui sono stata organizzatrice e utente. Spero che queste regole possano essere utili. Quando dovevo fare l'orale del concorso chiedevo se c'erano delle regole da seguire ma le risposte erano molto vaghe. Conoscere bene l'argomento certo è la base ma volevo di più. Dalla mia esperienza e dalle osservazioni ne ho tratto questo specchietto che offro a chi si vuole fermare a leggere, nella speranza di poter aiutare chi, come me allora, sentiva il bisogno di un elenco chiaro, semplice, da tenere sempre a mente.

Buona esposizione

Maestra Imperfetta
 

lunedì 19 agosto 2019

PODCAST ADDICT, per ascoltare i programmi che ti piacciono "on demand"


Hai mai sentito parlare di podcast? No? Si?
Se non ti è capitato allora spero di esserti utile. Il Podcast è una trasmissione radio, o un audio, registrata, caricata su un sito ed usufruibile gratuitamente tramite sito web o app quando vuoi.
Proprio così quando vuoi!




COME SI ASCOLTA? 
Solitamente le radio mettono le puntate delle trasmissioni varie scaricabili o ascoltabili in streaming sul loro sito. Si va sul sito della radio che ha quella trasmissione o sul sito di qualche podcaster che ci interessa e da lì si trova la versione in streaming ed eventuale segnalazione di come trovarli su app.

-NON MI VA DI CERCARE MA VOGLIO PROVARE
-NON HO VOGLIA DI CONTROLLARE OGNI VOLTA SUL SITO, NON HO TEMPO
-SI OK, MA QUALE APP? 

Nessun problema! Oggigiorno ci sono app apposite per Android e IOS per scoprire se la tua trasmissione ha nuove puntate. Considera che dovendole mettere online non troverai necessariamente la nuova puntata subito, il giorno stesso, alcune radio mettono 24 o 48 ore dopo. Come fai dunque a sapere quando senza controllare?

APP...la magica parolina che indica quel programmino comodo che metti sul cellulare e ti fa il lavoro scomodo.

DI APP CE NE SONO TANTE, COME FACCIO A SCEGLIERE LA MIGLIORE? 

Premesso che per me non esiste l'app migliore, ma quella che fa al caso tuo, mi permetto di consigliare vivamente un'app scoperta di recente grazie al mio Lui:

PODCAST ADDICT

Questa app è disponibile in versione gratuita o a pagamento. Già in versione gratuita comunque ti fa trovare e seguire molti podcast e ti segnala quando è disponibile una nuova puntata del tuo programma preferito. La versione a pagamento permette di rimuovere i banner pubblicitari, fastidiosi certo, ma che non impediscono di godere della tua puntata. La versione a pagamento costa 4,39€ , nemmeno tanto considerando che paghi una volta e basta.

Dalla schermata principale puoi cercare, vedere quelli che hai messo tra i preferiti, gli episodi scaricati, quelli in corso di lettura, farti la playlist (i vostri podcast prediletti)...e così via.
Se andate su "podcast" ti farà vedere le icone dei vostri podcast "salvati" come preferiti, ossia che stai seguendo, e di cui ti invia notifica quando ne caricano di nuovi.


Consiglio di cuore questa app proprio perché è agile, intuitiva, non occupa molto spazio in memoria ed ha tutto quello che serve.

SI MA IO NON VOGLIO ASCOLTARE IN STREAMING, MI BRUCIA TROPPO TRAFFICO

Non consuma tanto traffico quanto un video, ma se non ti va di ascoltare in streaming, anche perché magari in macchina nelle gallerie non prende, puoi sempre scaricare la puntata quando sei a casa o sei vicino ad un'area wifi gratuito ed ascoltartela con calma e senza interruzioni quando ti pare e piace (e poi la cancelli o te la tieni...o quel che ti pare).

Come sempre se vuoi dire la tua, lasciare un commento, una tua recensione, un parere o consigliare qualche app per podcast che hai trovato migliore di questa o con cui semplicemente ti trovi bene, scrivimi a diariodiunamaestra@gmail.com.

Buon ascolto

Maestra Imperfetta

venerdì 16 agosto 2019

Maestra in viaggio- museo dell'Educazione, Rouen, Normandia

Estate 2018, anno di prova passato brillantemente, felicità tanta, voglia di esplorare pure e tanta...tanta libertà. Chi sta meglio di me? Altre maestre e sicuramente qualche milionario!

Si parte per la Normandia, di cui mi ero già innamorata visitando Mont st. Michel e le spiagge del D-Day (cimitero americano incluso, con tanto di militare americano perplesso da quanta roba ci stesse nel mio zainetto...me lo ha messo in ordine così bene che volevo rapirlo).
Questa volta, tra le tappe prefissate, c'è Rouen, la città dove è stata processata e giustiziata Giovanna D'Arco!

Non mi dilungherò sulle meraviglie della città, gioiellino normanno di chiese gotiche, strade lastricate e ordine che nemmeno in Svizzera, ma un tempo atmosferico degno di Londra.
Tra le tante offerte museali della città, piccoli e grandi musei, vi è questa piccola perla cui una maestra non può rinunciare...

Musée national de l'éducation

 Situato in un edificio dall'aspetto medievale (e sicuramente anche le origini), il museo si sviluppa su tre piani. L'ultimo piano è dedicato alle esposizioni temporanee.
All'interno trovate stampe, oggetti, resoconti delle varie epoche sull'analfabetismo in Francia ed i provvedimenti nei secoli per porvi rimedio. Vi è anche una deliziosa riproduzione di una classe di fine 800 (la cui foto è nello sfondo del blog).


Notare bene la scritta sulla lavagna...che stride completamente con certe illustrazioni d'epoca che mostravano punizioni corporali piuttosto severe.


La "peer education" che tanto vantiamo ai giorni nostri a quanto pare non è una novità...in questa illustrazione dei primi decenni dell'800 infatti si mostra come l'educazione tra pari fosse usata, promossa e probabilmente anche diffusa.

Un plastico raffigurante un esempio di classe "ideale" ....credo più per la calma e la tranquillità dei bambini che non per la quantità....quella presumo non fosse ideale nemmeno a quei tempi.


Esempio di metodo molto poco montessoriano....eeeh se avessero conosciuto gli zoccoli di legno del dott. Sholl....


E dopo aver goduto di foto, stampe, documenti vari sulla storia dell'educazione e delle istituzioni scolastiche, arriviamo alla mostra sui modellini istruttivi usati nelle scuole, la loro fabbricazione e l'uso, con modelli di straordinaria fattura.


Tra fiori e insetti ecco questo manichino anatomico scala 1:1 di metà 800 circa, forse qualche anno più. Non potevo ovviamente non rimanerne incantata, specialmente dopo aver visto il video della produzione di questi modelli.
Il video riprodotto nel museo non ce l'ho ma ho trovato comunque un interessante video che mostra la produzione contemporanea di fabbrica di modelli ancora più dettagliati.


Il video è completamente in Italiano e dura anche poco, ma a mio parere risulta interessante per curiosità, approfondimento oppure didattica (perché no).


Buon viaggio

Maestra Imperfetta

martedì 13 agosto 2019

StraordinariaGente-Metti una medaglia d'oro a scuola....Francesco Bocciardo ed i bambini

Metti che un bambino scrive ad un supercampione, oro nel nuoto alle Paralimpiadi di Rio 2016

Metti che tale supercampione non solo vuole rispondergli, ma pure incontrarlo, dal vivo ovviamente, per incoraggiarlo.

Metti che una maestra avesse già tale contatto perché questo Supercampione si era ben volentieri prestato ad incontrare i bambini della scuola precedentemente, in occasione di un progetto scolastico più ampio chiamato "StraordinariaGente" (come da Locandina).

Aggiungi un'educazione esemplare ed una pulizia d'animo che pochi hanno ed ecco che ne esce un'esperienza meravigliosa, costruttiva ed umana. Il supercampione è Francesco Bocciardo, oro alle paralimpiadi di Rio 2016, l'alunno in questione è un bambino meraviglioso (come tanti bimbi della scuola) e la maestra? Non ha importanza ora, ma è una che ce la mette tutta e crede in quello che fa, una maestra come tante.

Nel Novembre 2018 Francesco Bocciardo ha incontrato gli studenti dell'I.C. Teglia, Genova, presso il Teatro Gilberto Govi, Bolzaneto, Genova. 


https://www.teatrogovi.com/ 
locandina realizzata da me con l'app Canva, disegno realizzato con Sketchbook pro, 
tutto su Ipad 2018 con Apple Pencil

Ebbene posso dirlo...Io c'ero! Francesco Bocciardo è arrivato senza pompa magna, un sacchettino con dentro una custodia in legno scuro molto bella nel design e nel materiale, chiedendo se era un problema aver parcheggiato in una stradina laterale (considerando che gli era stato riservato un posto davanti al teatro). Non voleva approfittarne perché si sa, quel posto può servire a qualcuno e non voleva intasare il traffico...e già questo parla più di migliaia di articoli, vittorie e quanto altro si possa dire su di lui. 

Entra nel teatro, due chiacchiere con la maestra organizzatrice, altre due chiacchiere con la Dirigente Scolastica Elena Tramelli (quella che ha fatto venire Recalcati, si si proprio lei), ed ecco che inizia l'evento. La medaglia d'oro passa di mano in mano, da bimbo a bimbo, un gesto che va oltre il semplice toccare, la condivisione di una vittoria.

"Chi mi sa dire perché la medaglia fa rumore?"

I bimbi ascoltano, si consultano, si sente un brusio, poi una bimba in fondo alla platea urla "perché così anche i ciechi la possono sentire

Più che altro possono capire di che materiale è...ma la risposta è comunque a suo modo giusta nella sua semplicità.

Poche ma semplici parole, la propria esperienza, la propria vita sportiva e privata messa a nudo di fronte a tantissimi occhi e menti dei bambini. Tra ciò che di più bello ha detto ricordo 



"la mia vittoria preferita è quando sono stato sconfitto, perché è allora che ho imparato"

Una lezione di spirito sportivo, umanità e determinazione nel superare i limiti che la vita ci impone. I bambini lo hanno sommerso di domande e lui, paziente e gentile, ha risposto a tutto. Ha puntato anche sull'importanza di un'alimentazione corretta ed equilibrata e sulla possibilità di mantenere l'impegno sportivo e gli studi (e lui ne è un esempio). 

Nascere con una disabilità è un tiro di dado, una sfortuna, indubbiamente, ma lo sport aiuta a superare ogni difficoltà attraverso l'impegno. L'appoggio della famiglia in questo è fondamentale, occorre affrontare le proprie paure, remore, timori e far sì che il proprio figlio faccia sport. La madre, ma la famiglia in generale ha appoggiato Francesco fin da piccolo, mandandolo a fare nuoto per terapia, su consiglio dei medici, e supportandone lo spirito e la volontà agonistica sportiva sempre, fino in fondo. Oggi è un uomo capace, consapevole, autonomo e dalla volontà forte ed un cuore grande grazie ANCHE allo sport.




Il 24 Maggio Francesco Bocciardo è tra i promotori ed organizzatori, all'interno dell'evento Stelle nello sport, di stand per far provare gli sport paralimpici. Promuovere una cultura dello sport anche nella disabilità è fondamentale per tutte quelle famiglie e ragazzini che si trovano ad affrontare una vita "diversa". Lo sport è e deve essere per tutti, e per tutti si intende proprio TUTTI.




In seguito a questo evento Francesco Bocciardo è tornato nella scuola per parlare con i bambini delle classi quarte, perché un alunno gli aveva scritto e lui non abbandona nessuno.

Ebbene lui è solo uno degli ambasciatori paralimpici, persone STRAORDINARIE che hanno compiuto imprese straordinarie. Persone che devono continuare ad ispirare bambini e ragazzi andando nelle scuole e partecipando ad eventi. A lui un GRAZIE di cuore da tutta la scuola. Alle maestre e maestri e genitori che hanno letto questo post, la preghiera di diffondere la cultura sportiva paralimpica nelle vostre scuole e nel privato delle vostre case. 

Un sentito e sincero grazie dunque a Francesco, alla Dirigente Scolastica, ai colleghi e colleghe ed al CIP per aver permesso a questi bambini di avere una lezione indimenticabile e preziosa. 

Maestra Imperfetta








 Curiosità: va detto che l'evento si è potuto tenere anche grazie all'artista Antonella Ruggiero, il giorno programmato per l'evento avrebbe avuto un concerto ed il suo agente, data la delicatezza del tema e della situazione, ha organizzato in modo da permetterci di avere la disponibilità del Teatro per quella mattina.


ARTICOLI CORRELATI 





lunedì 12 agosto 2019

Tecnochicche - Apple Pencil

Nel post sull'ipad 2018 ho menzionato l'APPLE PENCIL!

Si chiama proprio così, apple pencil...perché pencil da sola poi faceva pensare ad una banalissima e comunissima matita, ma Apple come prefisso fa capire che è un gadget tecnologico che assolutamente devi avere e oh mio dio come ho fatto a vivere senza.
Ciancio alle bande e partiamo a gonfie mele (cit. mia sorella) con la presentazione di questo gioiellino.




Nome : Apple Pencil 

Età: due annetti circa...sostituita da quella di ultima generazione, al solito non fai in tempo a prendere qualcosa che la Apple ti ha subito tirato fuori qualcosa di migliorato. 

Utilità: si impugna come una penna (o una matita), ergonomica quanto una penna (o matita) e permette di scrivere, sottolineare, disegnare su schermo touch direttamente, come una penna su un foglio. Sensibilità all'inclinazione ed ai livelli di pressione che permette sfumature o scrittura leggera e calibrata sulle proprie abitudini. Punta in silicone sostituibile. 

COSTO: 100 € 

GARANZIA: quando finisco di ridere ve lo dico...la solita Apple.

VANTAGGI: Da dove cominciare? Ergonomia, livelli di pressione, inclinazione, permette anche di usarla al di là dello scrivere o disegnare, semplicemente per avviare app o usarle con maggiore comodità. collegamento al tablet tramite bluetooth e possibilità di caricarla direttamente dal pad se si scarica. 



SVANTAGGI: Oltre la garanzia irrisoria (e mi spiace ma continuerò a sostenere che in materia siano un tantino fetenti), non c'è un indicatore sulla penna che ti indichi che si sta scaricando, ma la Apple ha pensato anche a questo (per rimediare a sta cag..). Impostando il tablet appositamente si può avere un'indicazione della percentuale di carica dell'apple pencil direttamente sul tablet! Devo ammettere che è comodo.



TRUCCHETTO- l'apple si sta scaricando? Ti ha appena segnalato che la batteria è al 5% o meno ma tu sei ad un corso e mannaggiaamuort non hai prese dove caricare? Niente Panico! 
1. Togliete il tappino alla penna
2. inserite lo spinotto nell'apposita fessura dove ricaricate il tablet.
3. lasciatela così per una decina di minuti massimo (il tempo per caricarsi al completo), altrimenti anche meno...a seconda di quanto volete sia carica.

 Lo spinotto serve per collegare l'apple pencil al tablet o per ricaricare l'apple pencil separatamente, con l'apposito adattatore all'interno della scatola.


Attenzione che durante la carica non si pieghi, non prenda colpi etc, è delicato ed è meglio posarlo su una superficie piatta, diversamente occorre prestare attenzione o potrebbe danneggiarsi irreparabilmente. 

 ATTENZIONE

NON DEVE CADERE, non fatevela scivolare di mano perché è comunque un oggetto delicato e le cadute non gli fanno bene. 

PROTEGGETE LO SCHERMO DELL'IPAD CON VETRO O PELLICOLA SILICONICA perché suo malgrado l'apple pencil inevitabilmente vi farà delle righe sulla superficie, anche micro ma pur sempre fastidiose a lungo andare. Meglio mettere un vetro o una pellicola siliconica di quelle che vi vendono e vi applicano direttamente nelle grandi catene (Io l'ho messa e devo ammettere che non me ne pento, il tablet è come nuovo).


SI VA BENE MA TROPPE ACCORTEZZE, TROPPO DELICATO! 


Hai ragione, è molto delicato, come ogni cosa che maneggi che sia dotata di circuiti elettronici (compreso il tuo smartphone che continua a funzionare anche se il vetro è rotto). In realtà un poco di attenzione in più è sempre buona prassi, anche ecologica, ed igiene mentale, e a lungo andare entra nelle abitudini al punto che arriverai a far durare le cose senza nemmeno rendertene conto. Non esiste nulla di altamente tecnologico che non sia altamente delicato. Questo non significa che devi vivere nella paranoia, ma semplicemente una custodia, un poco di attenzione e sane abitudini rendono piacevole e comodo l'uso.

Al solito, la scelta spetta a te, io la mia l'ho fatta e non me ne pento!

Maestra Imperfetta