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lunedì 9 settembre 2019

Tecnochicche-Didattica con la Scribbling machine

Tu!
Si tu, proprio tu, mi rivolgo a te che stai leggendo, sai cosa è una Scribbling Machine? Ebbene, fino a stamattina...nemmeno io!

Cominciamo con la traduzione: Scribbling significa scarabocchiatura, è un sinonimo di "doodling", sono tratti grafici a casaccio messi assieme. Una scribbling machine è un robottino che esegue scarabocchi grazie ad un motorino ed una piletta. Facile, economico e divertente.

DOVE SI COMPRA?

E qui ti volevo, il bello dello scribbling robot è che NON SI COMPRA, SI COSTRUISCE!

COME FACCIO? NON SO COSTRUIRE ROBOT, TROPPO DIFFICILE


Stamattina, al corso organizzato in collaborazione con la Scuola di Robotica, ho avuto modo assieme alle colleghe di costruirne uno. Non lo avevo mai costruito prima, sia chiaro, non sapevo nemmeno da dove iniziare. Ci hanno dato pochi strumenti, il minimo indispensabile:

- mini motore elettrico
- pila AA
- alloggiamento per pila AA
- due cavi con morsetto a coccodrillo
- pennarelli
- coppettino di plastica da yoghurt o da budino
- scotch
- un pezzetto di gomma da cancellare

I componenti quali il motorino, l'alloggiamento per la pila ed i cavetti puoi trovarli in qualsiasi negozio di elettronica


Vedo il panico nei tuoi occhi...non preoccuparti, è più semplice di quanto si possa pensare, basta usare un poco di logica.
Il motorino ha bisogno di energia per muoversi giusto? E da dove prende l'energia che gli serve se non dalla pila che hai? E come fai a far arrivare tale energia dalla pila al motorino?
I cavi hanno dei morsetti...facci caso...la lampadina nella tua testa non riesce ad accendersi? Sei a corto di energie? Allora continua a leggere.


metti la pila nel suo alloggiamento e la fissi al fondo del coppettino dello yoghurt con scotch. 

Attacca con scotch il motorino sul fondo del vasetto ma all'esterno (come da figura) e sulla punta ci incastri la gomma. 

Attacca i cavetti con i morsetti (quelli belli colorati di bianco e verde) alle estremità dell'alloggiamento per la pila e le altre estremità alle levette di metallo sul sedere del motorino. 

Ecco che il motorino parte...e non si ferma fin quando non hai staccato almeno uno dei morsetti dal sedere del motorino. Appurato che funziona, rimane l'ultimo passaggio. 
 
Attacchi dei pennarelli (3 o 4 o quanti ne vuoi) al vasetto e vedrai che, come rimetti il morsetto che avevi staccato sulla levetta, il robottino traccia un bel cerchio. La velocità dipende ovviamente da dove infilzi il gommino: Al centro sarà più lento, vicino ai lati aumenterà la velocità. 

Ora che hai costruito il tuo bel robottino che fa solo questo, puoi procedere ad abbellirlo. E qui ci siamo sbizzarrite. 



Alla fine, unendo diversi fogli bianchi, ma anche solo usando un cartellone bianco unico, si possono far girare tutti i scribbling robots allegramente in un walzer folle che genera un quadro degno di J. Pollock (et voilà, ci fai entrare anche arte).

 

Il risultato è divertente, sorprendente, se ne fa uscire sia un'attività didattica che include
- lavoro di gruppo
- problem solving
- coinvolgimento
- difficoltà
- creatività
- condivisione

Con tanto divertimento e un poco di ecologia, usando tutto materiale di recupero, roba che puoi trovarti a scuola o a casa (tranne gli occhi e le componenti base quali il motorino, pila e cavetti). L'attività è durata in tutto 2 ore, comprensive di una spiegazione base su cosa è una scribbling machine. Non ci è stato spiegato come costruirla, ci hanno solo fatto vedere delle foto di scribbling machines costruite da altri.

La Scuola di Robotica suggerisce con i bambini di lasciargli massima libertà, io tuttavia mi permetto di suggerire di dargli qualche imbeccata ma lasciarli lavorare in gruppo autonomamente. 





Al termine dell'attività, volendo, si può fare una piccola esposizione dei "capolavori" robotici dei nostri alunni, con loro (e nostra) soddisfazione.

Se ti è piaciuta l'idea, se vuoi provarla, se l'hai già provata e vuoi raccontare la tua esperienza didattica...commenta pure sotto questo post.

Buona costruzione

Maestra Imperfetta

Tecnochicche- Makey Makey

Progettata dal MIT (si si quelli di Scratch), è una piastrina che, grazie a circuiti elettronici, permette di essere programmata per numerose attività didattiche. 

Contenuto della scatola


 MA CHE COS.... è una piastrina a circuiti elettronici (no suvvia non fate quella faccia, è meno complicato di quello che si pensa) che simula alcuni comandi da tastiera scritti su di essa. E' programmabile con Scratch 3.0 e si collega al pc con cavetto usb in dotazione. 

La piastrina a circuiti elettronici altro non è che un simulatore di tastiera con comandi semplicissimi. Frecce, barra spaziatrice e click del mouse.


 OK MA COME FUNZIONA? 
Facilissimo! Una volta programmata per eseguire un comando (suono, parlato o fumetto, o movimento dello sprite in scratch) va collegata al pc e si può a questo punto 1. Toccare col dito la barra orizzontale dove c'è scritto "earth" e con l'altro il comando selezionato 

 Basta prendere il cavetto USB in dotazione e collegarlo al Pc...a prova di bimbo!

OPPURE 2. Collegare il cavetto con morsetto a coccodrillo alla terra e poi toccare con l'altra estremità del cavetto il comando selezionato. Facile no? Se volete cose più complesse (perché siamo maestre e facilitarci la vita non ci piace) basta pensare che la terra deve sempre essere collegata altrimenti non si avrà l'effetto desiderato, e ci deve essere sempre qualcosa che conduce elettricità (si in questo caso usare i bambini non è illegale). 

 Lo si collega a qualsiasi pc tramite porta USB

COSA SI PUO' FARE? 
Tantissime cose, puoi far suonare le banane (non mi drogo giuro e non ho bevuto), le mele, le dita dei bimbi, l'acqua....si può far costruire dei plastici di stanze, sfingi o riproduzioni di quel che volete, un poco di stagnola (o altro metallo che conduce) nei punti giusti e si può far parlare nella lingua che si vuole quel che si tocca (basta programmarlo). Parla...si si parla eccome, potete fargli dire ciò che volete, basterà scriverlo in scratch e selezionare la lingua ed anche il tipo di voce. E se la fantasia si esaurisce o volete un punto di partenza, sul sito ufficiale ci sono un bel numero di progetti realizzabili, altrimenti trovate progetti realizzati anche su youtube.

 Qualche esempio di attività con Makey Makey, se volete iniziare a sperimentare...il resto è lasciato alla vostra fantasia.

ESEMPIO- Durante il corso abbiamo costruito con stagnola, cartoncino e scotch una pala eolica e poi, dopo aver programmato cosa dovesse dire la nostra pala, abbiamo collegato con i cavetti a coccodrillo il makey makey alla pala.  Come il cavetto ha toccato la stagnola ecco che la nostra pala ha spiegato cos'era e a cosa serviva.





 MA QUANTO COSTA? 
Ecco, qui arriva il punto dolente, per voi come per me, ed una mia riflessione (breve, non preoccupatevi). Il "giocattolino" costerebbe 56-60€, ma mi sono informata ed il prezzo dei singoli componenti arriverebbe a molto meno della metà. Mi sono girate le scatole non ve lo nego, pertanto ho cercato su Amazon se ci fossero prodotti uguali a minor costo dato che le scuole certo non vengono sovvenzionate. L'ho trovato a 19,90€ (ma ho visto ci sono a prezzo ancora minore), sicuramente non originale, ufficiale etc eppure .....ho visto l'originale ad un corso e questo che ho comprato è perfettamente identico in ogni sua componente, eccetto il cavo usb che è bianco invece che rosso (posso farmene una ragione direi)....



TIRANDO LE SOMME 
Decisamente consigliato, bisogna solo non farsi spaventare da Scratch nè dall'idea che ODDIO ROBA ELETTRONICA...è semplice e fatto apposta per essere usato dai bambini (e sui bambini...eddai che volete levarvi questa soddisfazione) in tutta sicurezza....se non staccano pezzi e se li mangiano. Potenziale didattico altissimo con un costo che dipende dalla vostra scelta ma non è comunque eccessivo. Io cercherò di adottarlo!
P.S. la scatola in foto NON è l'originale, è una scatola comprata dai cinesi e decorata con acrilici dalla sottoscritta...mi diletto anche in queste sciocchezze ma si sa, anche l'occhio vuole la sua parte.

a voi la scelta! La mia l'ho fatta! 

lunedì 2 settembre 2019

Mondo Podcast- Il cacciatore di libri


Una delle più grandi invenzioni dell'umanità dopo la ruota...sono i podcast! Ovviamente quelli ben fatti, seri, che trattano argomenti in modo approfondito oppure offrono spunti. 

Il più gran consumatore di podcast è...il mio partner!

Estate, interno casa, tra le varie faccende domestiche fatte il Lui se ne esce con "Ho appena trovato un podcast che potrebbe interessarti".
Ha ragione!

Il podcast ha come titolo IL CACCIATORE DI LIBRI, come si legge dal titolo di questo articolo, e tratta di libri ma anche di serie tv, è una trasmissione di Radio24, condotto da Alessandra Tedesco. La trasmissione è gradevolissima, scorrevole e interessante, con interviste agli editori ed agli autori.
Come descrive bene nella pagina ufficiale


"Un inviato virtuale in libreria per scoprire le novità editoriali, ma anche per rivalutare romanzi pubblicati da tempo. In ogni puntata un incontro con uno scrittore per parlare del libro e non solo. Curiosità sul mondo dell'editoria, festival culturali e tendenze."

 Di tanto in tanto mi piace entrare in libreria e buttare un'occhio sulle novità. Da questo punto di vista adoro la Feltrinelli ( sarà per quello sconticino sulle novità che fa per i titolari della tessera) che presenta un muro e due colonne dedicate alle novità, ma il problema di entrare con lo spirito "ora prendo un libro nuovo di un autore che non conosco e me lo leggo" è che finisco per non comprare nulla perché mi trovo puntualmente dinnanzi all'annoso problema:
- scegliere il libro per la copertina più accattivante? Superficiale ed ingiusto
 
- prediligere l'autore che già conosci? Non è corretto nei confronti di chi non conosci, però se c'è lo prendo.
- leggere la quarta di copertina e sfogliare qualche pagina a caso per vedere se accattiva lo stile...ma spesso nemmeno questo funziona. O la trama sembra banale e scontata o lo stile non ti accattiva dalle due paginette lette (ammettiamo che non puoi mica leggerti tutto), oppure entrambe le cose. Di certo non è da un paio di pagine che riesci a capire come è sviluppata la trama, ma non puoi leggertelo tutto prima di comprarlo. 

E allora? Ecco che podcast come questo vengono in aiuto. Te li scarichi, te li ascolti con calma dove vuoi (puoi anche ascoltarli senza scaricarli da pc o tablet o smartphone, in streaming) e ti fai un'idea sul libro ascoltando l'intervista all'autore. Questo non garantisce necessariamente che ti piacerà il libro, ma almeno gli avrai dato una possibilità in più: ascoltare chi lo ha scritto.  L'autore deve venderti il libro, è vero, ma considera che poter ascoltare la genesi e la filosofia alla base dell'opera ne permette una decisione più consapevole per un eventuale acquisto.
Il vantaggio indiscusso di trasmissioni come queste risiede proprio nello scoprire nuovi libri, ma alla fine a te spetta il compito di giudicarli abbastanza interessanti da spenderci quella decina o più di euro o lasciar perdere. La voce della conduttrice è piacevole e la trasmissione ti immerge in quell'atmosfera piacevole da salotto, consiglierei quasi di ascoltarla con una tazza di caffè o tè e biscottini. 

Che tu legga tanto o poco, questo podcast può rivelarsi una risorsa preziosa anche solo per un poco di relax.

Per ascoltare i podcast si può utilizzare una qualsiasi app su Android o Ios oppure direttamente dal web sul sito interessato, io uso Podcast addict, ma è una mia scelta.

CONSIGLIO DAL CUORE (e dal portafogli)
Se hai un e-reader cerca sempre la versione e-book del libro, costa meno e supporti ugualmente l'editoria. 

Buon ascolto (se vuoi provare) e/o buona lettura
Maestra imperfetta






Se ti fa piacere puoi lasciare un commento, diversamente puoi scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com per segnalare libri, pareri, aneddoti e/o prodotti testati.





sabato 31 agosto 2019

Maeeeeestraaa Sono il Collegio Docenti....

MAEEEESTRAAA il primo collegio docenti è alle porte!


Ammettiamolo, a nessuno sorride l'idea di tornare nel carnaio di quella sala dove sentire il Dirigente Scolastico parlare delle cose di scuola per circa un paio di ore. Per quanto debba ammettere abbiamo una Dirigente Scolastica con vena cabarettistica che alleggerisce molto il clima dei collegi, quelle due ore proprio pesano già solo al pensiero. Che fare?


CHE FAI TU AL COLLEGIO?

Mi costa bonarie prese in giro, anche e sopratutto da me stessa, ma la piccoletta dai codini biondi e sempre apparentemente distratta che ero...è rimasta in me ed esce fuori in questi contesti.
Io, come potrai immaginare, di solito disegno e dipingo ad acquarello durante i collegi ed i corsi se capita, ed a tal proposito mi sono comprata una confezione portatile,comoda e ben organizzata per acquarellare ovunque (la trovate su Amazon).


Il pennello con serbatoio per l'acqua permette di non dover girare con bottigliette ed inondare i colleghi (sono un tantino maldestra e purtroppo è già accaduto), ed è incluso nella confezione.
Un piano sotto l'ultima palette di colori permette di mescolare per ottenere il colore o la sfumatura che si desidera. 
Lo sketchbook l'ho comprato altrove, a Rouen, ma si trova anche su Amazon (è più forte di me, devo comprarmi qualcosa per disegnare quando viaggio anche se ce l'ho). 

Sketch Book, art creation della Talens. Non è acquarellabile ma comunque regge abbastanza bene gli acquarelli.


MA COSA DISEGNARE?

Tutto! Tutto è ispirazione (anche per i vostri bimbi) e tutto aiuta ad esercitare lo spirito di osservazione. Ogni particolare è degno di nota se lo osserviamo con attenzione (avvisate i colleghi però o si sentiranno a disagio); la mano che regge la bottiglietta d'acqua, quella scarpa particolare nella foggia, quell'orecchino abbinato alla collana oppure la pettinatura di quella collega.  
All'ultimo collegio di Giugno per esempio mi sono soffermata sulle piante che stavano sugli armadietti della secondaria. 

 
Mi sentivo esattamente come le piante...disidratata e stanca.


E pace se ci sono sbavature! A volte le sbavature sono proprio ciò che rende accattivante il disegno, quelle imperfezioni che lo rendono diverso da un prodotto perfetto.


Altre volte ci si concentra sulla visione d'insieme, senza bisogno di essere dettagliati, precisi, basta rendere l'idea. 







Chi ama disegnare, lo fa su qualsiasi superficie, quello che conta è muovere la mano. 
Se non sapete disegnare (o ritenete di non saperlo fare), ci sono dei disegnini molto molto semplici chiamati "doodle". Sono facili da fare, ottimi per fare un poco di pratica.
Su Pinterest se ne trovano tanti esempi.
Un semicerchio, una retta e due righette curve ed ecco che hai fatto una pianta, ma si possono fare anche altri tipi di piante, come i cactus. 



Ma potete anche fare creature marine, e se ci prendete la mano insegnare a farle ai bambini. 


Non te la senti di fare i doodle? Nessun problema, un sistema infallibile che aiuta molto la concentrazione anche da adulti (provato sulla mia e sulla pelle di amici) sono le CORNICETTE!!!! 


 Consiglio però di fare quelle più semplici, elementari, non troppo elaborate, altrimenti sei obbligato/a a contare, stare attento a quello che disegni, e finisci col perderti quello che si dice. Anche per queste, in mancanza di idee, c'è tutto un meraviglioso mondo di cornicette su Pinterest.

Mi rendo conto che sto invitando (ed incitando) alla distrazione, cosa che mi potrebbe sicuramente valere un bel rimprovero da qualsiasi Dirigente Scolastico, sono Lucignola nell'animo. Per correttezza, ma lo penso sinceramente, invito sempre a considerare il proprio livello di attenzione e quanto ci occorre per rimanere attenti e concentrati. Io riesco ad essere più attenta disegnando, ma quello che vale per me, non vale per tutti, pertanto se non sei arcisicuro/a di riuscire a mantenere l'attenzione provando a fare anche solo i doodles, meglio evitare e farli magari a casa o in altri contesti. 

Conoscere se stessi (e riconoscere i propri limiti) è il primo passo per essere buoni insegnanti (e belle persone).  

Buon  primo Collegio Docenti dell'a.s. 2019/20 a tutti

Maestra Imperfetta

 
 

giovedì 8 agosto 2019

Zan shin Tech...corso di autodifesa dai cyberbulli (e raggiri)

Anno Domini 2017...la Dirigente è perentoria "questo corso s'ha da fare, ora!"

Un paio di Venerdì pomeriggio extra orario e Sabati mattina a scuola, due film sul cyberbullismo e delle dispense e zac...eccoci preparati alle basi di questa nuova ARTE MARZIALE per la quale non conta la fisicità nè la prestanza, ma il cervello! E' quello che va allenato.

 Se volete approfondire di cosa si tratti cliccare sulla scritta sopra ed avrete tutte le informazioni necessarie




Mi direte che già a scuola si allena il cervello...ni, eddai non tutti gli studenti ci mettono la testa, a volte è colpa nostra, altre volte è fisiologico...occorre trattare l'argomento a parte, ma  per me rimane un ni.

Mi direte che in tutte le arti marziali si usa principalmente il cervello...si, e si allena l'istinto (che normalmente ci porterebbe verso risposte non sempre convenienti), questa però si pratica con pc o smartphone o tablet...principalmente il PC.

Come in tutte le arti marziali non ti rendi conto di quanto possa  esserti utile fin quando non ti trovi ad applicare i principi istintivamente. Così è capitato a me in questi giorni, complice la maturità (che di certo aiuta), la conoscenza delle insidie del web ed un notevole caratteraccio, mi son ritrovata ad applicare istintivamente quei comportamenti appresi durante il corso, quelle nozioni che pensavo e dicevo ovvie, tanto ovvie che mi domandavo perché avessi pagato per sentirmi dire cose cui potevo arrivare con l'intuito ed il buon senso.



 DI COSA SI TRATTA? 

Non sto vendendo corsi, non mi hanno pagato nè mi pagheranno mai, ma l'ho vissuto sulla mia pelle pertanto mi sento di consigliarlo caldamente. Si tratta di applicare nel virtuale le "regole" delle arti marziali.Non ci sono cinture ma braccialetti e vige una ferrea disciplina, poche ma semplici regole da seguire assolutamente o si perde tutta la sua efficacia. Si tratta di una vera e propria fusione delle basi che accomunano le arti marziali con conoscenze tecnologiche e cyber security.

QUALI SONO QUESTE BASI? 
-Non violenza
-Rispetto dell'altro
-Concentrazione
-Disciplina





SI MA...COME FUNZIONA? 

In una "palestra" chiamata "Dojo"  vi sono almeno un maestro e tre allievi (numero minimo o salta la lezione).
1. Saluto (fa molto arte marziale si...ma bisogna farlo, è la prima forma di rispetto)

2. Si assegnano gli esercizi, ognuno viene seguito nel suo percorso di crescita, può capitare di avere come "maestro" un allievo più giovane di età di te ma più in alto di "cinturino colorato"...peer education. Tali esercizi possono variare dalla tipologia tecnologica (tracciamento di mail, falsi profili etc)  all'applicazione delle contromosse psicologiche per scongiurare le aggressioni.

A volte si illustrano casi e si analizzano in base alle "scalette " o "schemi" forniti. Schemi si...perché noi esseri umani siamo terribilmente schematici e gli aggressori sono umani.
Altre volte ci si esercita nel riconoscere negli altri segnali di muta richiesta di aiuto, di disagio, di bisogno inespresso. Le vittime spesso si vergognano, si sentono colpevoli di ciò che hanno fatto anche se non è tecnicamente colpa loro. Effetto stupro, sai di essere vittima e ti vergogni di quanto ti sia successo anche se dentro di te sai che non hai colpe, ma intorno a te continui a sentire i classici ignoranti "se l'è cercata".

Che siate adulti, che abbiate figli preadolescenti o adolescenti, che siate anche più attempati non importa, questo corso è utilissimo, perché maestri e professori possono anche fare lezioni, incontri con la polizia postale e via dicendo, ma la migliore difesa è "armarsi" cognitivamente.


Per il momento le palestre le trovate a Genova, Grezzana, Milano e Roma. Non è detto che, se prende campo, non possano diffondersi in tutta Italia. Cliccate pure sulla domanda per avere gli indirizzi precisi, gli orari, le mail e tutte le informazioni che vi occorrono.


COSA E' SUCCESSO A ME? 


Per soddisfare la curiosità e la pazienza (sperando tu non sia saltato direttamente qua) ecco cosa mi ha fatto riflettere e scrivere questo post a quasi due anni di distanza dal corso: 

Un tizio mi ha chiesto l'amicizia su facebook

Ho accettato, pensando avesse magari guardato la pagina dei miei disegni, che c'è di male?

Egli ha iniziato a scrivermi, amichevole, lusinghiero, cercava amicizia e voleva essermi amico (e già mi domandavo che problemi avesse visto che l'amicizia su facebook non è amicizia ma banale conoscenza superficiale, ma pensate un ragazzino o ragazzina cosa potrebbe aver provato di fronte a tanta gentilezza). Con la calma da maestra gli ho spiegato garbatamente che amicizia è una parola grossa e che va costruita nel tempo, non basta certo qualche like su facebook e qualche parola gentile.

Lui chiede se uso whatsapp

Io dico di no (si le bugie non si dicono...ma in questo caso è utile e sana, si chiama difesa)

Lui cambia argomento, poi ecco la domanda fatidica...MI MANDI UNA TUA FOTO? 

E qui tutti ci cascano!!! Tutti, ragazzini e adulti. Di solito è il sistema per poi ricattarti, oggigiorno si riescono a fare fotomontaggi incredibilmente veritieri, a volte il ricatto arriva a livelli tali da indurre al suicidio. Altre volte si inizia da foto semplici e con qualche lusinga si arriva a foto più...intime.

Questa è solo una delle tante modalità che certe persone adottano per prenderti dati sensibili per attività illecite, phishing, furto di identità e via discorrendo. Nei casi più lievi è una seccatura, la cosa migliore è bloccare subito, senza nemmeno spiegare perché, bloccare sul nascere.

Se si è mandata la foto e si viene ricattati meglio rivolgersi alla polizia postale, senza vergogna, tutti facciamo errori, tutti abbiamo bisogno di abbassare la guardia ogni tanto, nessuno è perfetto. Meglio ancora sarebbe avere almeno due carissimi amici o amiche fuori dallo schermo, persone fisiche, con cui confidarsi (una delle regole dello Zanshin tech è proprio avere altre due persone cui raccontare questi incontri e trarne consigli e appoggio). 

Gli ho chiesto il perché volesse una mia foto, se proprio ci teneva a vedermi le mie foto sono sul mio profilo facebook.

Lui insiste, sostiene che i veri amici condividono tutto.

Io rispondo che non è così che funziona il mondo. Vado sul suo profilo (avrei dovuto farlo prima ok ma non avevo voglia), vedo due foto messe in croce, foto del profilo di un modello (anche bellino eh),  residenza a Londra ma profilo scarno e senza amici. Premo il tasto blocca e tanti saluti.

CONSIDERAZIONE FINALE- Io sono io, ci metto l'educazione ma se vedo che dall'altra parte si insiste su una certa linea lascio perdere. Non blocco di solito, non è mio uso a meno che proprio non si è passati il segno, ma in questo caso non era passare il segno ma l'allarme. Mi mandi una tua foto...e l'insistenza nel chiedere la foto.

Questo tizio era sin banale, sciocchezza, ma attenzione perché se vostra figlia ci fosse cascata sarebbe potuta finire ben peggio. Se io ci fossi cascata sarebbe potuta finire con un furto di identità, di documenti, casi di phishing anche...tutto è possibile. Non siamo immuni pertanto sui social vale una e una sola regola

MAI ABBASSARE LA GUARDIA

Se non volete essere sospettosi e non volete tener la guardia alta...meglio uscir di casa e vedersi con amici veri, in carne e ossa, con i quali non serve la foto ma solo qualche euro per prendersi un gelato, un tè o un aperitivo assieme.

E se volete sentirvi sicuri ed approfondire le conoscenze informatiche per difesa...iscrivetevi a questo Zanshin tech.




Se ti fa piacere puoi lasciare un commento, diversamente puoi scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com per segnalare libri, pareri, aneddoti, corsi e/o prodotti testati.

martedì 6 agosto 2019

Impara l'arte e...non metterla da parte che poi non la trovi quando ti serve

Nasco come disegnatrice, non mi si può definire artista perché sono inconcludente ed incostante ed in effetti produco poco di completo. Ho sempre disegnato rapidamente, pochi tratti ma che rendessero l'idea. Mea culpa! Ho sempre approfondito poco ma sperimentato tanto e tante tecniche.

Quando sono entrata come maestra poter insegnare arte è stato un sogno...pensavo di poter trasmettere la mia passione e per me sarebbe stato già molto, ma mi sono trovata di fronte alla prima vera, grande difficoltà: insegnare!

"E brava, arrivi tu, lo diciamo da tanto, lo dicono tutti"

Sia chiaro, non spaccio per scoperta dell'epoca questa mia personalissima constatazione, ma mi limito a confessare senza maschere nè ipocrisie quello che è uno scoglio da superare. C'è chi mi ha incoraggiata dicendomi "ma sai disegnare benissimo, per te sarà facile", e ringrazio chi me lo ha detto, me lo dice e me lo ripete, ma...

Saper fare non è saper insegnare a fare
(scoperta dell'acqua calda lo so, ma se non ci sbatti il muso non lo capisci)

1. Io ho imparato da sola tutto o quasi. Ho dovuto farlo, cercando magari di carpire qualche nozione da chi incontravo sul cammino che sapesse, che avesse studi nel settore. 
2. Esercizio, esercizio e ancora esercizio. Disegnavo sempre, sui quaderni e su qualsiasi foglio mi capitasse. Ma ero allergica agli esercizi canonici...o quantomeno quando finalmente ho capito quali erano...o non avevo le finanze, o mi mancava la voglia o il tempo...spesso tutte e tre le cose. 

3. Sperimento tante tecniche, anche perché da quando ho un lavoro mio non faccio che comprare e comprare strumenti vari, dagli acquarelli, acrilici, tele, pirografo, incisore...ma non posso dirmi di essere specializzata e lo vivo come un gap. 

4. Non avendo una "formazione ufficiale" scolastica nel campo continuo a percepire questo gap nei confronti di chi ce l'ha....magari sbaglio. 

5. Non ho tempo di farmi le serali...prima perché lavoravo fino alle 19 e tornavo a casa alle 20:30 e ora perché torno a casa e preparo le lezioni...scuse? Forse si, ma non posso nemmeno trascurare la famiglia.

6. un conto è quando devi disegnare per te stessa, altro paio di maniche QUANDO DEVI SPIEGARE AGLI ALTRI COME SI FA. E' la parte più difficile perché quello che per te è scontato, automatico, naturale come respirare, per gli altri non lo è.  E non è come spiegare un esperimento scientifico o come contare, sottrarre, aggiungere...tu ci hai messo anni e ci sei arrivata per intuito...spesso sbagliando e ancora sbagli e sbaglierai ancora.

Pinterest- i miei acquarelli
Acquerello su carta (su album per foto dell'Ikea)- Chateau de la Roche Courbon


Quando mi hanno affidato questi bimbi di sei anni...ero nel panico! Sarebbe stupido dire il contrario, mi guardavano e si aspettavano da me chissà che cosa, e invece ho proposto loro cornicette. Che fai? Non sono coordinati e nel disegno la coordinazione occhio mano è fondamentale. Le cornicette li aiutavano anche a stare calmi, a concentrarsi. E poi piano piano da cornicette base siamo passati a quelle che formavano caffettiere, croissant, cartoni del latte, biscotti, roba per la scuola...insomma tutto il loro piccolo mondo in geometrie. Un bimbo mi guarda con sguardo di intesa e mi dice "maestra ho capito cosa stai facendo, tu ci stai insegnando a fare cose difficili con le cose facili"....mi hanno dovuta raccogliere col cucchiaino....mi ero sciolta.

Anno successivo altre prime, le cornicette però non funzionavano, non so come mai visto che erano pure meno i bimbi e riuscivo a seguirli di più...così cosa fai? Provi un'altra strada. Copiare! 
Roba da grandi copiare, e mica cose semplici sia chiaro...copiare quadri famosi! Ed è lì che ho potuto fare forse la differenza. La mia scuola non è ricca, non posso nemmeno però spendere troppo io...non in botto...così ho disegnato sulla lavagna i tratti principali delle opere designate e chiesto ai bimbi di copiare come meglio gli riusciva. ENTUSIASTI! 

Questo il disegno fatto da me alla lavagna...ho dovuto usare i gessetti che restavano


Successivamente ho provveduto con nature morte improvvisate con la frutta che avanzava dalla mensa, succhi di frutta e merendine non mangiate che ho chiesto loro di non aprire se proprio non erano sicuri di mangiarle tutte, anche con quello che avanzava dalle feste di compleanno. 
Nemmeno a dirlo...non volevano fare altro!

 Un alunno di prima disegna la sua versione della Natura morta improvvisata...disegno dal vero

E' così, piano piano, grazie a loro, ai loro sorrisi, ai loro sguardi che vorrebbero dirmi "vorrei saper fare come te" che sto imparando anche io, assieme a loro. Mi stanno dando una lezione importantissima e nemmeno lo immaginano e spero un giorno di rivederli, cresciuti, a venirmi a trovare, per potergli dire "grazie, mi hai insegnato ad insegnarti".

Se c'è tra chi legge chi vuol darmi consigli, pareri, anche solo condividere la propria esperienza e le proprie difficoltà prego, non essere timido/a, scrivi e commenta.

Maestra Imperfetta

lunedì 5 agosto 2019

Tecnochicche- Ipad 2018 con processore A10

"Nooooo io l'apple mai! Inutilmente costosa" così dicevo...e invece...
 
Oggi vi presento un prodotto che STRANAMENTE per la casa produttrice ha un rapporto qualità prezzo onesto: L'ipad 2018
Scoperto grazie al podcast Caffè 2.0, ed ingolosita da Spataro, ho deciso di acquistarlo dopo aver visto una marea di video su youtube di gente che lo aveva già acquistato. 
MA PERCHE' APPLE? Perché questo ipad aveva la compatibilità con un altro prodotto che mi faceva gola: l'Apple Pencil! L'accoppiata ipad2018 ed APPLE PENCIL è il sogno che si avvera per la sottoscritta. Dell'Apple Pencil ne parlerò approfonditamente in un post a parte perché rischierei di diventare dispersiva. Per ora concentriamoci sul tablet.
Veloce, agilissimo, dal prezzo ragionevole, l'ipad 2018 è disponibile in diversi colori e diverse grandezze di memoria (consiglio tuttavia almeno 128 GB). L'app store offre anche la sua sezione educational che consiglia molto bene, inoltre altre app offrono anche podcast e libri di istruzione su varie materie. 
Apple Pencil
MA COSA FA DI PRECISO L'IPAD?   
Tutto! Il caffè no e non ti riordina casa ma per quello ci vuol tempo ancora. La coppia Ipad ed Apple Pencil ti permette di scrivere appunti come su carta, riconoscendo pure i livelli di pressione ed inclinazione della penna (e scusate se è poco). Queste ultime due caratteristiche consentono, a chi disegna come me, di avere una perfetta simulazione di matite, pennelli, inchiostri, pastelli, su qualsiasi tipo di superficie...dipende dalle app, ma per chi non disegna consente di prendere appunti scrivendo comodamente su schermo.
Personalmente la uso sia a lavoro per la sua notevole agilità, sia per motivi personali, per disegnare, creare loghi, creare locandine, prendere appunti ai corsi e alle riunioni e inserire eventuali foto di slide o creare mappe concettuali, a volte anche per leggere un libro ai bambini. 
Unica pecca, la garanzia apple è di un anno (cosa per la quale reputo apple altamente disonesta), consiglio sempre di pagare qualcosa di più ma fare l'estensione di garanzia. 
Ipad o Ipad Pro? Da intenderci, l'Ipad Pro è fantascienza pura, meraviglioso, ma costa molto di più ed è molto più grande lo schermo, cosa che lo rende meno trasportabile in una borsa qualsiasi. Il tempo di latenza dell'Ipad Pro è prossimo allo 0, con l'ipad c'è un lievissimo ritardo, ma impercettibile e quindi accettabile (persino da una rompiscatole quale me). La scelta comunque spetta a voi.
ATTENZIONE- quando scegliete l'ipad controllate bene che ci sia tra le specifiche tecniche la dicitura Processore A10 Fusion, che è quella che vi garantisce che sia quello giusto di cui sto parlando. E' questo processore che, in soldoni, garantisce una velocità grafica superiore ad altri prodotti.
Si ma quanti GB? I GB, abbreviazione di GigaByte, altro non sono che lo spazio di archiviazione nella "macchina". Più sono meglio è....non è detto! Gli spazi disponibili sono 32, 128 e  256. Secondo me 128 è un buon compromesso tra esigenze personali e lavorative. Considerate che tutto ciò che viene fatto sull'ipad, se volete, può essere archiviato nel cloud (spazio virtuale esterno al tablet) della apple, cui si accede con il vostro account anche da pc con sistema operativo microsoft, risolvendovi i problemi di spazio sulla macchina. 
Per tradurla ulteriormente...pur avendo gli sketch, locandine, loghi, appunti di non so più quanti corsi e progetti didattici, app (anche quelle occupano spazio) di un intero anno sull'ipad....arrivo appena ad un quarto dello spazio (20GB).
Lo spazio sul cloud si sta esaurendo? Nessun problema, i prezzi non sono terribili, anzi, più che abordabili.
IMPOSTAZIONI- la schermata delle impostazioni è semplice e facilissima, permettendo di monitorare anche i consumi, il tempo passato davanti allo schermo, i dizionari, gli aggiornamenti, lo spazio disponibile e liberare lo spazio, se occorre , senza perdita di dati. Inoltre è sempre bene controllare le notifiche che ti manda....se ci sono aggiornamenti del sistema operativo IOS è bene farglieli fare SUBITO. Ne va della sicurezza vostra. 
Non pesa poco...circa 500 gr. Se ci si aggiunge la custodia, inevitabile e consigliata, si arriva anche a qualcosa di più, ma alla fine per quello che fa pesa sempre meno che portarsi un notebook o un convertibile dietro, e lo puoi tenere in borsa.
PREZZO- dai 359€ a salire a seconda della capacità di memoria (da 128 GB sono 400€, onesto) e se volete usarlo o meno come telefono, ma è sufficiente con wi fi e basta.
ACQUISTABILE CON CARTA DEL DOCENTE- solo il tablet, non l'apple pencil!
Personalmente preferisco sempe prendere questi gadgets tecnologici costosi da una catena o comunque in un negozio fisico, le catene poi offrono sempre estensioni di garanzia interessanti e convenienti (cosa per cui le adoro). Nulla vi vieta tuttavia di prenderlo su negozi online, ma in quel caso consiglio sempre Amazon. 
Consiglio inoltre di controllare le offerte. In determinati periodi le catene fanno offerte vantaggiosissime su questi prodotti. Finora ho visto fare offerte interessanti su UNIEURO e MEDIAWORLD, ma non escluderei EURONICS o EXPERT.
VANTAGGI- costo ragionevole ed abordabile, pagabile con Carta Docente. Agile, semplice e con una notevole offerta di applicazioni educational utili. Alcune a pagamento ma valgono la spesa. L'apple store offre quotidianamente articoli e recensioni su app di vario genere per dare panoramiche utili nella scelta di cosa installare. Controlli mail, scrivi documenti, gestisci tutto da tablet agevolmente e l'apple pencil aiuta molto. Praticamente da quando ce l'ho il pc non lo uso più (o quasi...diciamo che lo accendo molto di rado).
 L'Apple pencil si può ricaricare da ipad direttamente, basta collegarlo.
SVANTAGGI- garanzia breve ed assistenza un poco lunga (60 giorni), prega di non averne mai bisogno. Batteria ...mi lascia perplessa. Si ho molte app sul tablet tra disegno, office, appunti e quanto altro, ma a ritmo serrato mi dura massimo 24 ore.
CONSIGLI - COMPRATE SUBITO UNA CUSTODIA PROTETTIVA! In caso di problemi e dovendo mandare in garanzia il prodotto viene segnalato se avete usato questa accortezza. Al di là di questo, comunque è sempre bene per la salute del prodotto, proteggerlo con custodie in silicone, proteggono dagli urti e garantiscono una maggiore durata del prodotto. 
Custodie ce ne sono per tutti i prezzi e non occorre prendere quelle ufficiali apple che costano di più ed offrono la stessa protezione di custodie da 10€.

sabato 3 agosto 2019

Tecnochicche - Ozobot

Bello...se hai la possibilità di avere un tablet per paio di bimbi e dei bimbi che non ti distruggono tutto con la sola imposizione degli occhi (non servono nemmeno le mani).
Scherzi a parte...



Partecipare ai corsi di Robotica per i piccoli è utile per conoscere nuovi "giocattolini" tecnologici che sai già che la tua scuola non comprerà (perché si sa che i governi pretendono e criticano molto le scuole ma poi tagliano i fondi a queste)...in questo caso è un gadget che mi convince decisamente poco. 
Si chiama OZOBOT...carino, piccolo (troppo), una pallina che sai già che i bambini romperanno in 3...2...1...ma niente paura, dice il relatore, è sufficiente allestire un tavolo con dei bordini di legno (venga a costruircelo lui dato che consigliava caldamente il prodotto) . 
CIANCIO ALLE BANDE (bando alle ciance è troppo mainstream oramai) e via di recensione che ci sto prendendo anche gusto.


Carino è carino, non lo si nega, lo attacchi tramite cavetto usb e puoi ricaricarlo anche da pc. Il vantaggio è proprio questo, non necessita di pile nè batteria da aggiungere. Durata della ricarica :30 min Non è male e se ta gestisci bene sono più che sufficienti. Ve ne sono due versioni: Bit ed Evo. L'Evo è la versione pro del bit, fa qualcosina in più ed in effetti può essere più utile se si vuole poi lavorare fino alle quinte primarie o prime secondarie di primo grado (per il volgo, quinta elementare e prima e seconda media).



Nella foto tengo in mano un ozobot Evo, giusto per darvi l'idea delle dimensioni

PROGRAMMAZIONE
  I comandi li riceve dal suo programma identico a Scratch, sistema a blocchi calibrato su più livelli differenziati di difficoltà in modo che sia usabile già dall'infanzia (bello eh...non fosse che è piccolino). Il programma si chiama Ozoblocky! 



Interfaccia di Ozoblocky per bambini che ancora non sanno leggere, questo lo rende ottimale per l'insegnamento già dall'infanzia.

 OZOBLOCKY programma simil scratch diviso in 5 livelli al cui livello base ci sono blocchi con disegnini per i bambini che non sanno leggere. 
APP Se invece volete qualcosa di più semplice...UDITE UDITE ...potete programmare con i COLORI! Fondamentalmente quattro colori, ad ogni combinazione di colori il robottino rallenterà, aumenterà la velocità, farà una giravolta etc. e volendo emetterà suoni. SENSORI sensore di prossimità per evitare ostacoli e quello per i colori...wow. Non si può metter troppa roba in così poco spazio e capisco.  C'è l'app per tablet ed il vostro ozobot si muoverà sullo schermo del tablet secondo i comandi dati, oppure basterà usare carta e pennarelli colorati dedicati (4 colori e non di più) e far divertire i bimbi senza piangere sullo schermo del tablet.

Ozoblocky livello 5! Il programma presenta sfide per i bambini e le classi (sulla destra). L'interfaccia è in inglese ma bastano le basi di lingua!
 

PREZZO E qui arriviamo al tasto dolente! 140€ circa, anche se su Amazon ho visto la versione ultima bella, nuova e tutto il cucuzzaro a 99€ (che non è male visto il prezzo che ci hanno prospettato a inizio corso). Se ne compri uno stock si hanno ulteriori sconti...così ha detto il relatore del corso e ci voglio credere, ma sono un palato fine e discretamente esigente. 



 COMPRARLO O NON COMPRARLO? 

 Vantaggi: programmazione semplice iniziale con i colori su carta, poi su tablet oppure su simil scratch ma con banalissimi blocchi con disegnini per bimbi che ancora non sanno leggere! E scusate se è poco! Carica via usb da pc che rende agevole il lavoro in classe, lo si può ricaricare mentre si programma.  Durata della carica 30 minuti....ma basta organizzarsi! Di certo da brave maestre non improvvisiamo...VERO?

Svantaggi: non espandibile se non giusto esteticamente grazie a qualche folle che ha fatto degli outfit da applicarci sopra. Piccolo e fragile, sinceramente in mano ad un bambino piccolo avrei qualche timore, ma forse esagero io. Se lo si vuole usare con OZOBLOCKY ha senso se almeno un paio di bimbi ha un pc o un tablet da cui programmare altrimenti si perde il piacere di imparare, Al solito la scelta dell'acquisto è lasciata a chi legge. Io la mia l'ho fatta

Bacioni e buon sabato dalla vostra

Maestra Imperfetta