Quando sono entrata come maestra poter insegnare arte è stato un sogno...pensavo di poter trasmettere la mia passione e per me sarebbe stato già molto, ma mi sono trovata di fronte alla prima vera, grande difficoltà: insegnare!
"E brava, arrivi tu, lo diciamo da tanto, lo dicono tutti"
Sia chiaro, non spaccio per scoperta dell'epoca questa mia personalissima constatazione, ma mi limito a confessare senza maschere nè ipocrisie quello che è uno scoglio da superare. C'è chi mi ha incoraggiata dicendomi "ma sai disegnare benissimo, per te sarà facile", e ringrazio chi me lo ha detto, me lo dice e me lo ripete, ma...
Saper fare non è saper insegnare a fare
(scoperta dell'acqua calda lo so, ma se non ci sbatti il muso non lo capisci)
1. Io ho imparato da sola tutto o quasi. Ho dovuto farlo, cercando magari di carpire qualche nozione da chi incontravo sul cammino che sapesse, che avesse studi nel settore.
2. Esercizio, esercizio e ancora esercizio. Disegnavo sempre, sui quaderni e su qualsiasi foglio mi capitasse. Ma ero allergica agli esercizi canonici...o quantomeno quando finalmente ho capito quali erano...o non avevo le finanze, o mi mancava la voglia o il tempo...spesso tutte e tre le cose.
3. Sperimento tante tecniche, anche perché da quando ho un lavoro mio non faccio che comprare e comprare strumenti vari, dagli acquarelli, acrilici, tele, pirografo, incisore...ma non posso dirmi di essere specializzata e lo vivo come un gap.
4. Non avendo una "formazione ufficiale" scolastica nel campo continuo a percepire questo gap nei confronti di chi ce l'ha....magari sbaglio.
5. Non ho tempo di farmi le serali...prima perché lavoravo fino alle 19 e tornavo a casa alle 20:30 e ora perché torno a casa e preparo le lezioni...scuse? Forse si, ma non posso nemmeno trascurare la famiglia.
6. un conto è quando devi disegnare per te stessa, altro paio di maniche QUANDO DEVI SPIEGARE AGLI ALTRI COME SI FA. E' la parte più difficile perché quello che per te è scontato, automatico, naturale come respirare, per gli altri non lo è. E non è come spiegare un esperimento scientifico o come contare, sottrarre, aggiungere...tu ci hai messo anni e ci sei arrivata per intuito...spesso sbagliando e ancora sbagli e sbaglierai ancora.
6. un conto è quando devi disegnare per te stessa, altro paio di maniche QUANDO DEVI SPIEGARE AGLI ALTRI COME SI FA. E' la parte più difficile perché quello che per te è scontato, automatico, naturale come respirare, per gli altri non lo è. E non è come spiegare un esperimento scientifico o come contare, sottrarre, aggiungere...tu ci hai messo anni e ci sei arrivata per intuito...spesso sbagliando e ancora sbagli e sbaglierai ancora.
Acquerello su carta (su album per foto dell'Ikea)- Chateau de la Roche Courbon
Quando mi hanno affidato questi bimbi di sei anni...ero nel panico! Sarebbe stupido dire il contrario, mi guardavano e si aspettavano da me chissà che cosa, e invece ho proposto loro cornicette. Che fai? Non sono coordinati e nel disegno la coordinazione occhio mano è fondamentale. Le cornicette li aiutavano anche a stare calmi, a concentrarsi. E poi piano piano da cornicette base siamo passati a quelle che formavano caffettiere, croissant, cartoni del latte, biscotti, roba per la scuola...insomma tutto il loro piccolo mondo in geometrie. Un bimbo mi guarda con sguardo di intesa e mi dice "maestra ho capito cosa stai facendo, tu ci stai insegnando a fare cose difficili con le cose facili"....mi hanno dovuta raccogliere col cucchiaino....mi ero sciolta.
Anno successivo altre prime, le cornicette però non funzionavano, non so come mai visto che erano pure meno i bimbi e riuscivo a seguirli di più...così cosa fai? Provi un'altra strada. Copiare!
Roba da grandi copiare, e mica cose semplici sia chiaro...copiare quadri famosi! Ed è lì che ho potuto fare forse la differenza. La mia scuola non è ricca, non posso nemmeno però spendere troppo io...non in botto...così ho disegnato sulla lavagna i tratti principali delle opere designate e chiesto ai bimbi di copiare come meglio gli riusciva. ENTUSIASTI!
Successivamente ho provveduto con nature morte improvvisate con la frutta che avanzava dalla mensa, succhi di frutta e merendine non mangiate che ho chiesto loro di non aprire se proprio non erano sicuri di mangiarle tutte, anche con quello che avanzava dalle feste di compleanno.
Nemmeno a dirlo...non volevano fare altro!
Un alunno di prima disegna la sua versione della Natura morta improvvisata...disegno dal vero
E' così, piano piano, grazie a loro, ai loro sorrisi, ai loro sguardi che vorrebbero dirmi "vorrei saper fare come te" che sto imparando anche io, assieme a loro. Mi stanno dando una lezione importantissima e nemmeno lo immaginano e spero un giorno di rivederli, cresciuti, a venirmi a trovare, per potergli dire "grazie, mi hai insegnato ad insegnarti".
Se c'è tra chi legge chi vuol darmi consigli, pareri, anche solo condividere la propria esperienza e le proprie difficoltà prego, non essere timido/a, scrivi e commenta.
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Maestra Imperfetta



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