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giovedì 8 agosto 2019

Zan shin Tech...corso di autodifesa dai cyberbulli (e raggiri)

Anno Domini 2017...la Dirigente è perentoria "questo corso s'ha da fare, ora!"

Un paio di Venerdì pomeriggio extra orario e Sabati mattina a scuola, due film sul cyberbullismo e delle dispense e zac...eccoci preparati alle basi di questa nuova ARTE MARZIALE per la quale non conta la fisicità nè la prestanza, ma il cervello! E' quello che va allenato.

 Se volete approfondire di cosa si tratti cliccare sulla scritta sopra ed avrete tutte le informazioni necessarie




Mi direte che già a scuola si allena il cervello...ni, eddai non tutti gli studenti ci mettono la testa, a volte è colpa nostra, altre volte è fisiologico...occorre trattare l'argomento a parte, ma  per me rimane un ni.

Mi direte che in tutte le arti marziali si usa principalmente il cervello...si, e si allena l'istinto (che normalmente ci porterebbe verso risposte non sempre convenienti), questa però si pratica con pc o smartphone o tablet...principalmente il PC.

Come in tutte le arti marziali non ti rendi conto di quanto possa  esserti utile fin quando non ti trovi ad applicare i principi istintivamente. Così è capitato a me in questi giorni, complice la maturità (che di certo aiuta), la conoscenza delle insidie del web ed un notevole caratteraccio, mi son ritrovata ad applicare istintivamente quei comportamenti appresi durante il corso, quelle nozioni che pensavo e dicevo ovvie, tanto ovvie che mi domandavo perché avessi pagato per sentirmi dire cose cui potevo arrivare con l'intuito ed il buon senso.



 DI COSA SI TRATTA? 

Non sto vendendo corsi, non mi hanno pagato nè mi pagheranno mai, ma l'ho vissuto sulla mia pelle pertanto mi sento di consigliarlo caldamente. Si tratta di applicare nel virtuale le "regole" delle arti marziali.Non ci sono cinture ma braccialetti e vige una ferrea disciplina, poche ma semplici regole da seguire assolutamente o si perde tutta la sua efficacia. Si tratta di una vera e propria fusione delle basi che accomunano le arti marziali con conoscenze tecnologiche e cyber security.

QUALI SONO QUESTE BASI? 
-Non violenza
-Rispetto dell'altro
-Concentrazione
-Disciplina





SI MA...COME FUNZIONA? 

In una "palestra" chiamata "Dojo"  vi sono almeno un maestro e tre allievi (numero minimo o salta la lezione).
1. Saluto (fa molto arte marziale si...ma bisogna farlo, è la prima forma di rispetto)

2. Si assegnano gli esercizi, ognuno viene seguito nel suo percorso di crescita, può capitare di avere come "maestro" un allievo più giovane di età di te ma più in alto di "cinturino colorato"...peer education. Tali esercizi possono variare dalla tipologia tecnologica (tracciamento di mail, falsi profili etc)  all'applicazione delle contromosse psicologiche per scongiurare le aggressioni.

A volte si illustrano casi e si analizzano in base alle "scalette " o "schemi" forniti. Schemi si...perché noi esseri umani siamo terribilmente schematici e gli aggressori sono umani.
Altre volte ci si esercita nel riconoscere negli altri segnali di muta richiesta di aiuto, di disagio, di bisogno inespresso. Le vittime spesso si vergognano, si sentono colpevoli di ciò che hanno fatto anche se non è tecnicamente colpa loro. Effetto stupro, sai di essere vittima e ti vergogni di quanto ti sia successo anche se dentro di te sai che non hai colpe, ma intorno a te continui a sentire i classici ignoranti "se l'è cercata".

Che siate adulti, che abbiate figli preadolescenti o adolescenti, che siate anche più attempati non importa, questo corso è utilissimo, perché maestri e professori possono anche fare lezioni, incontri con la polizia postale e via dicendo, ma la migliore difesa è "armarsi" cognitivamente.


Per il momento le palestre le trovate a Genova, Grezzana, Milano e Roma. Non è detto che, se prende campo, non possano diffondersi in tutta Italia. Cliccate pure sulla domanda per avere gli indirizzi precisi, gli orari, le mail e tutte le informazioni che vi occorrono.


COSA E' SUCCESSO A ME? 


Per soddisfare la curiosità e la pazienza (sperando tu non sia saltato direttamente qua) ecco cosa mi ha fatto riflettere e scrivere questo post a quasi due anni di distanza dal corso: 

Un tizio mi ha chiesto l'amicizia su facebook

Ho accettato, pensando avesse magari guardato la pagina dei miei disegni, che c'è di male?

Egli ha iniziato a scrivermi, amichevole, lusinghiero, cercava amicizia e voleva essermi amico (e già mi domandavo che problemi avesse visto che l'amicizia su facebook non è amicizia ma banale conoscenza superficiale, ma pensate un ragazzino o ragazzina cosa potrebbe aver provato di fronte a tanta gentilezza). Con la calma da maestra gli ho spiegato garbatamente che amicizia è una parola grossa e che va costruita nel tempo, non basta certo qualche like su facebook e qualche parola gentile.

Lui chiede se uso whatsapp

Io dico di no (si le bugie non si dicono...ma in questo caso è utile e sana, si chiama difesa)

Lui cambia argomento, poi ecco la domanda fatidica...MI MANDI UNA TUA FOTO? 

E qui tutti ci cascano!!! Tutti, ragazzini e adulti. Di solito è il sistema per poi ricattarti, oggigiorno si riescono a fare fotomontaggi incredibilmente veritieri, a volte il ricatto arriva a livelli tali da indurre al suicidio. Altre volte si inizia da foto semplici e con qualche lusinga si arriva a foto più...intime.

Questa è solo una delle tante modalità che certe persone adottano per prenderti dati sensibili per attività illecite, phishing, furto di identità e via discorrendo. Nei casi più lievi è una seccatura, la cosa migliore è bloccare subito, senza nemmeno spiegare perché, bloccare sul nascere.

Se si è mandata la foto e si viene ricattati meglio rivolgersi alla polizia postale, senza vergogna, tutti facciamo errori, tutti abbiamo bisogno di abbassare la guardia ogni tanto, nessuno è perfetto. Meglio ancora sarebbe avere almeno due carissimi amici o amiche fuori dallo schermo, persone fisiche, con cui confidarsi (una delle regole dello Zanshin tech è proprio avere altre due persone cui raccontare questi incontri e trarne consigli e appoggio). 

Gli ho chiesto il perché volesse una mia foto, se proprio ci teneva a vedermi le mie foto sono sul mio profilo facebook.

Lui insiste, sostiene che i veri amici condividono tutto.

Io rispondo che non è così che funziona il mondo. Vado sul suo profilo (avrei dovuto farlo prima ok ma non avevo voglia), vedo due foto messe in croce, foto del profilo di un modello (anche bellino eh),  residenza a Londra ma profilo scarno e senza amici. Premo il tasto blocca e tanti saluti.

CONSIDERAZIONE FINALE- Io sono io, ci metto l'educazione ma se vedo che dall'altra parte si insiste su una certa linea lascio perdere. Non blocco di solito, non è mio uso a meno che proprio non si è passati il segno, ma in questo caso non era passare il segno ma l'allarme. Mi mandi una tua foto...e l'insistenza nel chiedere la foto.

Questo tizio era sin banale, sciocchezza, ma attenzione perché se vostra figlia ci fosse cascata sarebbe potuta finire ben peggio. Se io ci fossi cascata sarebbe potuta finire con un furto di identità, di documenti, casi di phishing anche...tutto è possibile. Non siamo immuni pertanto sui social vale una e una sola regola

MAI ABBASSARE LA GUARDIA

Se non volete essere sospettosi e non volete tener la guardia alta...meglio uscir di casa e vedersi con amici veri, in carne e ossa, con i quali non serve la foto ma solo qualche euro per prendersi un gelato, un tè o un aperitivo assieme.

E se volete sentirvi sicuri ed approfondire le conoscenze informatiche per difesa...iscrivetevi a questo Zanshin tech.




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