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lunedì 9 settembre 2019

Tecnochicche-Didattica con la Scribbling machine

Tu!
Si tu, proprio tu, mi rivolgo a te che stai leggendo, sai cosa è una Scribbling Machine? Ebbene, fino a stamattina...nemmeno io!

Cominciamo con la traduzione: Scribbling significa scarabocchiatura, è un sinonimo di "doodling", sono tratti grafici a casaccio messi assieme. Una scribbling machine è un robottino che esegue scarabocchi grazie ad un motorino ed una piletta. Facile, economico e divertente.

DOVE SI COMPRA?

E qui ti volevo, il bello dello scribbling robot è che NON SI COMPRA, SI COSTRUISCE!

COME FACCIO? NON SO COSTRUIRE ROBOT, TROPPO DIFFICILE


Stamattina, al corso organizzato in collaborazione con la Scuola di Robotica, ho avuto modo assieme alle colleghe di costruirne uno. Non lo avevo mai costruito prima, sia chiaro, non sapevo nemmeno da dove iniziare. Ci hanno dato pochi strumenti, il minimo indispensabile:

- mini motore elettrico
- pila AA
- alloggiamento per pila AA
- due cavi con morsetto a coccodrillo
- pennarelli
- coppettino di plastica da yoghurt o da budino
- scotch
- un pezzetto di gomma da cancellare

I componenti quali il motorino, l'alloggiamento per la pila ed i cavetti puoi trovarli in qualsiasi negozio di elettronica


Vedo il panico nei tuoi occhi...non preoccuparti, è più semplice di quanto si possa pensare, basta usare un poco di logica.
Il motorino ha bisogno di energia per muoversi giusto? E da dove prende l'energia che gli serve se non dalla pila che hai? E come fai a far arrivare tale energia dalla pila al motorino?
I cavi hanno dei morsetti...facci caso...la lampadina nella tua testa non riesce ad accendersi? Sei a corto di energie? Allora continua a leggere.


metti la pila nel suo alloggiamento e la fissi al fondo del coppettino dello yoghurt con scotch. 

Attacca con scotch il motorino sul fondo del vasetto ma all'esterno (come da figura) e sulla punta ci incastri la gomma. 

Attacca i cavetti con i morsetti (quelli belli colorati di bianco e verde) alle estremità dell'alloggiamento per la pila e le altre estremità alle levette di metallo sul sedere del motorino. 

Ecco che il motorino parte...e non si ferma fin quando non hai staccato almeno uno dei morsetti dal sedere del motorino. Appurato che funziona, rimane l'ultimo passaggio. 
 
Attacchi dei pennarelli (3 o 4 o quanti ne vuoi) al vasetto e vedrai che, come rimetti il morsetto che avevi staccato sulla levetta, il robottino traccia un bel cerchio. La velocità dipende ovviamente da dove infilzi il gommino: Al centro sarà più lento, vicino ai lati aumenterà la velocità. 

Ora che hai costruito il tuo bel robottino che fa solo questo, puoi procedere ad abbellirlo. E qui ci siamo sbizzarrite. 



Alla fine, unendo diversi fogli bianchi, ma anche solo usando un cartellone bianco unico, si possono far girare tutti i scribbling robots allegramente in un walzer folle che genera un quadro degno di J. Pollock (et voilà, ci fai entrare anche arte).

 

Il risultato è divertente, sorprendente, se ne fa uscire sia un'attività didattica che include
- lavoro di gruppo
- problem solving
- coinvolgimento
- difficoltà
- creatività
- condivisione

Con tanto divertimento e un poco di ecologia, usando tutto materiale di recupero, roba che puoi trovarti a scuola o a casa (tranne gli occhi e le componenti base quali il motorino, pila e cavetti). L'attività è durata in tutto 2 ore, comprensive di una spiegazione base su cosa è una scribbling machine. Non ci è stato spiegato come costruirla, ci hanno solo fatto vedere delle foto di scribbling machines costruite da altri.

La Scuola di Robotica suggerisce con i bambini di lasciargli massima libertà, io tuttavia mi permetto di suggerire di dargli qualche imbeccata ma lasciarli lavorare in gruppo autonomamente. 





Al termine dell'attività, volendo, si può fare una piccola esposizione dei "capolavori" robotici dei nostri alunni, con loro (e nostra) soddisfazione.

Se ti è piaciuta l'idea, se vuoi provarla, se l'hai già provata e vuoi raccontare la tua esperienza didattica...commenta pure sotto questo post.

Buona costruzione

Maestra Imperfetta

Tecnochicche- Makey Makey

Progettata dal MIT (si si quelli di Scratch), è una piastrina che, grazie a circuiti elettronici, permette di essere programmata per numerose attività didattiche. 

Contenuto della scatola


 MA CHE COS.... è una piastrina a circuiti elettronici (no suvvia non fate quella faccia, è meno complicato di quello che si pensa) che simula alcuni comandi da tastiera scritti su di essa. E' programmabile con Scratch 3.0 e si collega al pc con cavetto usb in dotazione. 

La piastrina a circuiti elettronici altro non è che un simulatore di tastiera con comandi semplicissimi. Frecce, barra spaziatrice e click del mouse.


 OK MA COME FUNZIONA? 
Facilissimo! Una volta programmata per eseguire un comando (suono, parlato o fumetto, o movimento dello sprite in scratch) va collegata al pc e si può a questo punto 1. Toccare col dito la barra orizzontale dove c'è scritto "earth" e con l'altro il comando selezionato 

 Basta prendere il cavetto USB in dotazione e collegarlo al Pc...a prova di bimbo!

OPPURE 2. Collegare il cavetto con morsetto a coccodrillo alla terra e poi toccare con l'altra estremità del cavetto il comando selezionato. Facile no? Se volete cose più complesse (perché siamo maestre e facilitarci la vita non ci piace) basta pensare che la terra deve sempre essere collegata altrimenti non si avrà l'effetto desiderato, e ci deve essere sempre qualcosa che conduce elettricità (si in questo caso usare i bambini non è illegale). 

 Lo si collega a qualsiasi pc tramite porta USB

COSA SI PUO' FARE? 
Tantissime cose, puoi far suonare le banane (non mi drogo giuro e non ho bevuto), le mele, le dita dei bimbi, l'acqua....si può far costruire dei plastici di stanze, sfingi o riproduzioni di quel che volete, un poco di stagnola (o altro metallo che conduce) nei punti giusti e si può far parlare nella lingua che si vuole quel che si tocca (basta programmarlo). Parla...si si parla eccome, potete fargli dire ciò che volete, basterà scriverlo in scratch e selezionare la lingua ed anche il tipo di voce. E se la fantasia si esaurisce o volete un punto di partenza, sul sito ufficiale ci sono un bel numero di progetti realizzabili, altrimenti trovate progetti realizzati anche su youtube.

 Qualche esempio di attività con Makey Makey, se volete iniziare a sperimentare...il resto è lasciato alla vostra fantasia.

ESEMPIO- Durante il corso abbiamo costruito con stagnola, cartoncino e scotch una pala eolica e poi, dopo aver programmato cosa dovesse dire la nostra pala, abbiamo collegato con i cavetti a coccodrillo il makey makey alla pala.  Come il cavetto ha toccato la stagnola ecco che la nostra pala ha spiegato cos'era e a cosa serviva.





 MA QUANTO COSTA? 
Ecco, qui arriva il punto dolente, per voi come per me, ed una mia riflessione (breve, non preoccupatevi). Il "giocattolino" costerebbe 56-60€, ma mi sono informata ed il prezzo dei singoli componenti arriverebbe a molto meno della metà. Mi sono girate le scatole non ve lo nego, pertanto ho cercato su Amazon se ci fossero prodotti uguali a minor costo dato che le scuole certo non vengono sovvenzionate. L'ho trovato a 19,90€ (ma ho visto ci sono a prezzo ancora minore), sicuramente non originale, ufficiale etc eppure .....ho visto l'originale ad un corso e questo che ho comprato è perfettamente identico in ogni sua componente, eccetto il cavo usb che è bianco invece che rosso (posso farmene una ragione direi)....



TIRANDO LE SOMME 
Decisamente consigliato, bisogna solo non farsi spaventare da Scratch nè dall'idea che ODDIO ROBA ELETTRONICA...è semplice e fatto apposta per essere usato dai bambini (e sui bambini...eddai che volete levarvi questa soddisfazione) in tutta sicurezza....se non staccano pezzi e se li mangiano. Potenziale didattico altissimo con un costo che dipende dalla vostra scelta ma non è comunque eccessivo. Io cercherò di adottarlo!
P.S. la scatola in foto NON è l'originale, è una scatola comprata dai cinesi e decorata con acrilici dalla sottoscritta...mi diletto anche in queste sciocchezze ma si sa, anche l'occhio vuole la sua parte.

a voi la scelta! La mia l'ho fatta! 

venerdì 6 settembre 2019

AMAZON per la scuola - lo shopping che aiuta la scuola


Buongiorno collega o genitore, o chiunque tu sia

Ieri mi è capitato di posare gli avidi occhi da maestra in cerca di fondi per la scuola (e quindi per i propri bimbini), su un'iniziativa veramente lodevole di Amazon.

Amazon ha superato se stesso decidendo di devolvere un 2,5% di ciascun acquisto alla scuola che tu "adotti", che tu ci insegni, che ci vada tuo figlio o che semplicemente tu voglia aiutare senza avere contatti nel mondo scolastico dal diploma o laurea.
L'iniziativa si chiama...rullo di tamburi...

DI COSA SI TRATTA??? 

Sei iscritto ad Amazon, poniamo il caso, e vuoi comprarti un Sarchiapone, tu lo cerchi, metti nel carrello e acquisti come sempre ed Amazon, dall'importo che gli hai pagato, sottrae il 2,5% e lo devolve alla scuola. Questo non comporta alcun ricarico sul prezzo dei prodotti che acquisterai.

QUALE SCUOLA? 
Ce ne sono tante e di tutti gli ordini, ma quello che conta è che sei TU a scegliere la scuola a cui devolvere quel 2,5% da ogni tuo acquisto. 

COME POSSO PARTECIPARE? 

Prima di fare acquisti (e lo fai solo una volta) vai sul sito www.unclickperlascuola.it e scegli la scuola 



Se non trovi la tua scuola puoi sempre cercare sulla mappa selezionando la regione e la Provincia. 

Scegli la località

Scegli l'ordine (infanzia, elementari, medie o superiori) 

Ti apparirà la lista di scuole da cui dovrai solo scegliere quella che desideri cliccando sul tasto arancione "Scegli" accanto al nominativo della scuola.

Ti apparirà la  seguente schermata


Accedi e conferma e comincia (o continua) ad acquistare su Amazon come hai sempre fatto. Senza accorgertene aiuterai le scuole ad acquistare materiale informatico, cartoleria e quanto altro occorre per migliorare l'offerta formativa. 
Sono solo sei passaggi e poi non ci pensi più. Niente costi aggiuntivi per te e tanto aiuto per la scuola pubblica.



RIFLESSIONE PERSONALE 
Ho deciso di non oscurare questa scelta perché è una scuola che ha molto bisogno di supporto essendo limitrofa alla zona del Ponte Morandi, il cui crollo ha avuto effetti anche su di essa. Ovviamente non è l'unica scuola che ha bisogno di aiuto sia chiaro, ma personalmente credo sia un'ottima iniziativa che può fare molto di più per scuole pubbliche situate in zone difficili, scuole che hanno davvero bisogno di iniziative come queste.
 
Chiaramente è lasciato alla coscienza ed al buon senso di chi aderisce a questa lodevole iniziativa la decisione della scuola da supportare, il 2,5% diventa tanto se in tanti aderiscono, ma diventa significativo se si selezionano poche scuole ma veramente bisognose.

Io la mia scelta l'ho fatta
Buoni acquisti 

Maestra Imperfetta









lunedì 2 settembre 2019

Mondo Podcast- Il cacciatore di libri


Una delle più grandi invenzioni dell'umanità dopo la ruota...sono i podcast! Ovviamente quelli ben fatti, seri, che trattano argomenti in modo approfondito oppure offrono spunti. 

Il più gran consumatore di podcast è...il mio partner!

Estate, interno casa, tra le varie faccende domestiche fatte il Lui se ne esce con "Ho appena trovato un podcast che potrebbe interessarti".
Ha ragione!

Il podcast ha come titolo IL CACCIATORE DI LIBRI, come si legge dal titolo di questo articolo, e tratta di libri ma anche di serie tv, è una trasmissione di Radio24, condotto da Alessandra Tedesco. La trasmissione è gradevolissima, scorrevole e interessante, con interviste agli editori ed agli autori.
Come descrive bene nella pagina ufficiale


"Un inviato virtuale in libreria per scoprire le novità editoriali, ma anche per rivalutare romanzi pubblicati da tempo. In ogni puntata un incontro con uno scrittore per parlare del libro e non solo. Curiosità sul mondo dell'editoria, festival culturali e tendenze."

 Di tanto in tanto mi piace entrare in libreria e buttare un'occhio sulle novità. Da questo punto di vista adoro la Feltrinelli ( sarà per quello sconticino sulle novità che fa per i titolari della tessera) che presenta un muro e due colonne dedicate alle novità, ma il problema di entrare con lo spirito "ora prendo un libro nuovo di un autore che non conosco e me lo leggo" è che finisco per non comprare nulla perché mi trovo puntualmente dinnanzi all'annoso problema:
- scegliere il libro per la copertina più accattivante? Superficiale ed ingiusto
 
- prediligere l'autore che già conosci? Non è corretto nei confronti di chi non conosci, però se c'è lo prendo.
- leggere la quarta di copertina e sfogliare qualche pagina a caso per vedere se accattiva lo stile...ma spesso nemmeno questo funziona. O la trama sembra banale e scontata o lo stile non ti accattiva dalle due paginette lette (ammettiamo che non puoi mica leggerti tutto), oppure entrambe le cose. Di certo non è da un paio di pagine che riesci a capire come è sviluppata la trama, ma non puoi leggertelo tutto prima di comprarlo. 

E allora? Ecco che podcast come questo vengono in aiuto. Te li scarichi, te li ascolti con calma dove vuoi (puoi anche ascoltarli senza scaricarli da pc o tablet o smartphone, in streaming) e ti fai un'idea sul libro ascoltando l'intervista all'autore. Questo non garantisce necessariamente che ti piacerà il libro, ma almeno gli avrai dato una possibilità in più: ascoltare chi lo ha scritto.  L'autore deve venderti il libro, è vero, ma considera che poter ascoltare la genesi e la filosofia alla base dell'opera ne permette una decisione più consapevole per un eventuale acquisto.
Il vantaggio indiscusso di trasmissioni come queste risiede proprio nello scoprire nuovi libri, ma alla fine a te spetta il compito di giudicarli abbastanza interessanti da spenderci quella decina o più di euro o lasciar perdere. La voce della conduttrice è piacevole e la trasmissione ti immerge in quell'atmosfera piacevole da salotto, consiglierei quasi di ascoltarla con una tazza di caffè o tè e biscottini. 

Che tu legga tanto o poco, questo podcast può rivelarsi una risorsa preziosa anche solo per un poco di relax.

Per ascoltare i podcast si può utilizzare una qualsiasi app su Android o Ios oppure direttamente dal web sul sito interessato, io uso Podcast addict, ma è una mia scelta.

CONSIGLIO DAL CUORE (e dal portafogli)
Se hai un e-reader cerca sempre la versione e-book del libro, costa meno e supporti ugualmente l'editoria. 

Buon ascolto (se vuoi provare) e/o buona lettura
Maestra imperfetta






Se ti fa piacere puoi lasciare un commento, diversamente puoi scrivermi a diariodiunamaestra@gmail.com per segnalare libri, pareri, aneddoti e/o prodotti testati.





sabato 31 agosto 2019

Maeeeeestraaa Sono il Collegio Docenti....

MAEEEESTRAAA il primo collegio docenti è alle porte!


Ammettiamolo, a nessuno sorride l'idea di tornare nel carnaio di quella sala dove sentire il Dirigente Scolastico parlare delle cose di scuola per circa un paio di ore. Per quanto debba ammettere abbiamo una Dirigente Scolastica con vena cabarettistica che alleggerisce molto il clima dei collegi, quelle due ore proprio pesano già solo al pensiero. Che fare?


CHE FAI TU AL COLLEGIO?

Mi costa bonarie prese in giro, anche e sopratutto da me stessa, ma la piccoletta dai codini biondi e sempre apparentemente distratta che ero...è rimasta in me ed esce fuori in questi contesti.
Io, come potrai immaginare, di solito disegno e dipingo ad acquarello durante i collegi ed i corsi se capita, ed a tal proposito mi sono comprata una confezione portatile,comoda e ben organizzata per acquarellare ovunque (la trovate su Amazon).


Il pennello con serbatoio per l'acqua permette di non dover girare con bottigliette ed inondare i colleghi (sono un tantino maldestra e purtroppo è già accaduto), ed è incluso nella confezione.
Un piano sotto l'ultima palette di colori permette di mescolare per ottenere il colore o la sfumatura che si desidera. 
Lo sketchbook l'ho comprato altrove, a Rouen, ma si trova anche su Amazon (è più forte di me, devo comprarmi qualcosa per disegnare quando viaggio anche se ce l'ho). 

Sketch Book, art creation della Talens. Non è acquarellabile ma comunque regge abbastanza bene gli acquarelli.


MA COSA DISEGNARE?

Tutto! Tutto è ispirazione (anche per i vostri bimbi) e tutto aiuta ad esercitare lo spirito di osservazione. Ogni particolare è degno di nota se lo osserviamo con attenzione (avvisate i colleghi però o si sentiranno a disagio); la mano che regge la bottiglietta d'acqua, quella scarpa particolare nella foggia, quell'orecchino abbinato alla collana oppure la pettinatura di quella collega.  
All'ultimo collegio di Giugno per esempio mi sono soffermata sulle piante che stavano sugli armadietti della secondaria. 

 
Mi sentivo esattamente come le piante...disidratata e stanca.


E pace se ci sono sbavature! A volte le sbavature sono proprio ciò che rende accattivante il disegno, quelle imperfezioni che lo rendono diverso da un prodotto perfetto.


Altre volte ci si concentra sulla visione d'insieme, senza bisogno di essere dettagliati, precisi, basta rendere l'idea. 







Chi ama disegnare, lo fa su qualsiasi superficie, quello che conta è muovere la mano. 
Se non sapete disegnare (o ritenete di non saperlo fare), ci sono dei disegnini molto molto semplici chiamati "doodle". Sono facili da fare, ottimi per fare un poco di pratica.
Su Pinterest se ne trovano tanti esempi.
Un semicerchio, una retta e due righette curve ed ecco che hai fatto una pianta, ma si possono fare anche altri tipi di piante, come i cactus. 



Ma potete anche fare creature marine, e se ci prendete la mano insegnare a farle ai bambini. 


Non te la senti di fare i doodle? Nessun problema, un sistema infallibile che aiuta molto la concentrazione anche da adulti (provato sulla mia e sulla pelle di amici) sono le CORNICETTE!!!! 


 Consiglio però di fare quelle più semplici, elementari, non troppo elaborate, altrimenti sei obbligato/a a contare, stare attento a quello che disegni, e finisci col perderti quello che si dice. Anche per queste, in mancanza di idee, c'è tutto un meraviglioso mondo di cornicette su Pinterest.

Mi rendo conto che sto invitando (ed incitando) alla distrazione, cosa che mi potrebbe sicuramente valere un bel rimprovero da qualsiasi Dirigente Scolastico, sono Lucignola nell'animo. Per correttezza, ma lo penso sinceramente, invito sempre a considerare il proprio livello di attenzione e quanto ci occorre per rimanere attenti e concentrati. Io riesco ad essere più attenta disegnando, ma quello che vale per me, non vale per tutti, pertanto se non sei arcisicuro/a di riuscire a mantenere l'attenzione provando a fare anche solo i doodles, meglio evitare e farli magari a casa o in altri contesti. 

Conoscere se stessi (e riconoscere i propri limiti) è il primo passo per essere buoni insegnanti (e belle persone).  

Buon  primo Collegio Docenti dell'a.s. 2019/20 a tutti

Maestra Imperfetta

 
 

giovedì 29 agosto 2019

Esporre o esporsi?


Concorso 2016 
Prova orale

Non sono mai arrivata a fare prove orali per concorsi docenti prima di allora, quindi...
 cosa fare? Come funziona? Come si organizza? Cosa devo sapere e cosa evitare?

Vado a vedere gli orali altrui giusto per vedere che errori evitare, perché il principio su cui mi baso è che se urta me, figurarsi una commissione. 
Vedere da esterni le prove altrui è sempre molto istruttivo perché, quando esponiamo una presentazione, un'idea o una lezione, è importante anche come parliamo. Dal momento che so che sei un docente che segue corsi, si aggiorna, partecipa a webinar, ti sarai reso ben conto di quanto uno stile espositivo snervante inficia l'apprendimento dei contenuti ed influenza indirettamente anche parte di questi attivando il pregiudizio (è umano, non c'è da vergognarsene).

Il risultato di quel pomeriggio a guardare le altre aspiranti al ruolo fu proficuo. Quel giorno mi scrissi sopra l'agenda questi punti: 

- nessuna pausa  

- nessun tentennamento

- Prontezza nello spiegare le procedure tecnologiche

- Attenzione alla pronuncia delle parole straniere

- Attenzione alla fluidità del discorso

- Concludere le frasi iniziate

- Non intercalare 

- Non guardare sempre le diapositive

Questi sono i risultati delle osservazioni delle concorsiste e degli sguardi, domande e commenti della commissione giudicante. Se ti basta questo, spero di esserti stata utile, in fondo sono cose cui ci si arriva con un poco di ragionamento. 
Una buona giornata

Maestra Imperfetta



 
Sei un'anima curiosa e vuoi approfondire? Seguimi..

NESSUNA PAUSA

Le pause solo se sei un attore di teatro. Non significa che devi parlare a macchinetta senza respirare, ma evitare pause lunghe aiuta notevolmente. Il sistema migliore è trovare il giusto ritmo per ragionare e parlare senza rischio di incorrere in errori dovuti spesso alla fretta di esporre il contenuto. 

NESSUN TENTENNAMENTO

I tentennamenti sono quelle pause più o meno lunghe quando ci fanno qualche domanda, quei momenti tragici in cui non solo ci colgono alla sprovvista, ma non abbiamo tempo di elaborare una risposta e non la conosciamo nemmeno questa risposta. Meglio essere onesti ed ammettere la propria ignoranza in merito ma non far attendere la risposta, specialmente quando i minuti a disposizione sono contati.

PRONTEZZA NELLO SPIEGARE LE PROCEDURE TECNOLOGICHE

In realtà questo serve per i nuovi concorsi docenti dove è richiesta la conoscenza tecnologica. Se inserisci file audio/video nelle slide, se metti immagini o parli di programmi, mettiti nelle condizioni di spiegare a chiunque come hai fatto o l'immagine che darai sarà di quella che "ci prova a far fesso", che si è fatta fare il lavoro da un altro e lo spaccia per proprio. 

MA IO  ME LO SON FATTO FARE PERCHE' NON SONO MOLTO BRAVO/A
Nessun problema in questo caso, ma ricorda che l'onestà intellettuale è la dote più importante di un docente, perché dobbiamo dare l'esempio noi per primi, quindi meglio ammettere di essersi fatti aiutare ma tenersi preparati anche solo per domande procedurali sull'apertura di una mail, lavoro su excel o su office, insomma conoscenze di base. Abbasserà di qualche punto la tecnologia ma i punti che si guadagnano in immagine verranno messi in altro.

ATTENZIONE ALLA PRONUNCIA DELLE PAROLE STRANIERE

Benché la mia pronuncia non sia perfetta, se c'è una cosa che non digerisco e urta i nervi più di ogni altra cosa è sentire una parola banalissima e conosciuta in inglese pronunciata all'italiana.

Se inserisci parole straniere premurati di sapere come si pronuncia

Un docente dovrebbe dare l'impressione di sapere di cosa sta parlando e questo passa anche attraverso la pronuncia.
Non sai come si pronuncia quella parola? Nessun problema, internet ci viene in aiuto con il sito che ti aiuta in caso di ignoranza (nel senso che ignori) o temporanea amnesia : 

FORVO - https://forvo.com/  

- Inserisci la parola che ti serve nel box

- Clicchi sulla lente di ingrandimento 

- Ti appare la scelta tra due colonne "Words" - parole e "Phrases" le frasi di uso comune in cui la parola è spesso inserita.  Scegli dalla colonna "Words" la parola.

- Scegli la pronuncia che ti interessa, troverai la provenienza di chi pronuncia nelle parentesi accanto al nickname.
Buon ascolto

ATTENZIONE ALLA FLUIDITA' DEL DISCORSO

Uno degli errori comunemente commessi è aprire mille parentesi e non chiuderle, o chiuderne la metà. Quando si fa un discorso è come quando si racconta la trama di un film, di una serie o di un libro: c'è un inizio, un corpo e una fine.
 Quando si espone un progetto di una lezione più chiari si è e meglio è e questa chiarezza si ottiene con un discorso fluido, senza parentesi. Se ti interrompono serve concentrazione per non perdere il filo del discorso, io me la sono risolta con  "ci arriviamo" ed ho proseguito con la mia esposizione, ma alla fine del discorso ho ripreso la domanda che mi aveva interrotta e risposto.

CONCLUDERE LE FRASI INIZIATE

Collegata al punto precedente, questa è una delle bestie nere di tutti, me compresa, quando si parla anche informalmente. Le mezze frasi, quelle sospese per lasciar intendere il finale all'interlocutore, spesso danno l'impressione di voler tenere quest'ultimo all'oscuro di qualche significato recondito nascosto che non deve emergere. Niente di peggio per un'esposizione, ha l'unico effetto di indisporre e nulla più. Se inizi una frase, abbi il coraggio di chiuderla.

NON INTERCALARE

"Eeehm" 
"diciamo"
"praticamente"
"dunque"
E molte altre sono le parole, espressioni verbali che, con un tono esitante, spesso infiliamo nel discorso per prendere tempo. Assicuro che non danno una bella impressione, l'esposizione risulta frammentaria, incerta, facendo apparire impreparati anche i più preparati dei docenti. 
Come faccio a controllare questo problema?
 Concetrazione! Rallentare piuttosto il ritmo nel parlare, non avere fretta di esporre in modo da poter controllare intonazione della voce, contenuti e forma. 

NON GUARDARE SEMPRE LE DIAPOSITIVE

O i libri, o il materiale preparato. Pensa un attimo a come può vederti l'alunno, il docente, l'esaminatore se continui a guardare il libro, gli appunti o le diapositive che tu stesso ti sei preparato. Se un alunno fa una ricerca ma durante l'esposizione di questa continua a guardare i propri appunti, non ti viene da dirgli "ma l'hai scritta tu o hai fatto copia e incolla?". Insomma occorre mettersi nei panni di chi guarda per capire che se nell'esporre si guarda sempre e  costantemente la propria presentazione, sembra che non ce la siamo fatta noi. E non serve dire "eh ma non è così, giuro" perché ammettiamolo, saremo sempre portati a non credere agli altri così come gli altri non saranno inclini a crederci. Come fare?
Guardala il meno possibile, prenditi dei punti di riferimento nella diapositiva in modo che guardandoli per un secondo colleghi il concetto! 
Guarda la diapositiva solo quando cambi, in questo modo darai l'impressione semplicemente di  controllare che tutto sia come deve, non di dover ricordare quello che hai fatto. 


Ho seguito queste regole durante la mia prova orale incassando un bel massimo dei voti, ma ad avvalorare queste regole ci sono anche le esperienze raccolte durante i convegni, seminari e corsi di cui sono stata organizzatrice e utente. Spero che queste regole possano essere utili. Quando dovevo fare l'orale del concorso chiedevo se c'erano delle regole da seguire ma le risposte erano molto vaghe. Conoscere bene l'argomento certo è la base ma volevo di più. Dalla mia esperienza e dalle osservazioni ne ho tratto questo specchietto che offro a chi si vuole fermare a leggere, nella speranza di poter aiutare chi, come me allora, sentiva il bisogno di un elenco chiaro, semplice, da tenere sempre a mente.

Buona esposizione

Maestra Imperfetta
 

lunedì 19 agosto 2019

PODCAST ADDICT, per ascoltare i programmi che ti piacciono "on demand"


Hai mai sentito parlare di podcast? No? Si?
Se non ti è capitato allora spero di esserti utile. Il Podcast è una trasmissione radio, o un audio, registrata, caricata su un sito ed usufruibile gratuitamente tramite sito web o app quando vuoi.
Proprio così quando vuoi!




COME SI ASCOLTA? 
Solitamente le radio mettono le puntate delle trasmissioni varie scaricabili o ascoltabili in streaming sul loro sito. Si va sul sito della radio che ha quella trasmissione o sul sito di qualche podcaster che ci interessa e da lì si trova la versione in streaming ed eventuale segnalazione di come trovarli su app.

-NON MI VA DI CERCARE MA VOGLIO PROVARE
-NON HO VOGLIA DI CONTROLLARE OGNI VOLTA SUL SITO, NON HO TEMPO
-SI OK, MA QUALE APP? 

Nessun problema! Oggigiorno ci sono app apposite per Android e IOS per scoprire se la tua trasmissione ha nuove puntate. Considera che dovendole mettere online non troverai necessariamente la nuova puntata subito, il giorno stesso, alcune radio mettono 24 o 48 ore dopo. Come fai dunque a sapere quando senza controllare?

APP...la magica parolina che indica quel programmino comodo che metti sul cellulare e ti fa il lavoro scomodo.

DI APP CE NE SONO TANTE, COME FACCIO A SCEGLIERE LA MIGLIORE? 

Premesso che per me non esiste l'app migliore, ma quella che fa al caso tuo, mi permetto di consigliare vivamente un'app scoperta di recente grazie al mio Lui:

PODCAST ADDICT

Questa app è disponibile in versione gratuita o a pagamento. Già in versione gratuita comunque ti fa trovare e seguire molti podcast e ti segnala quando è disponibile una nuova puntata del tuo programma preferito. La versione a pagamento permette di rimuovere i banner pubblicitari, fastidiosi certo, ma che non impediscono di godere della tua puntata. La versione a pagamento costa 4,39€ , nemmeno tanto considerando che paghi una volta e basta.

Dalla schermata principale puoi cercare, vedere quelli che hai messo tra i preferiti, gli episodi scaricati, quelli in corso di lettura, farti la playlist (i vostri podcast prediletti)...e così via.
Se andate su "podcast" ti farà vedere le icone dei vostri podcast "salvati" come preferiti, ossia che stai seguendo, e di cui ti invia notifica quando ne caricano di nuovi.


Consiglio di cuore questa app proprio perché è agile, intuitiva, non occupa molto spazio in memoria ed ha tutto quello che serve.

SI MA IO NON VOGLIO ASCOLTARE IN STREAMING, MI BRUCIA TROPPO TRAFFICO

Non consuma tanto traffico quanto un video, ma se non ti va di ascoltare in streaming, anche perché magari in macchina nelle gallerie non prende, puoi sempre scaricare la puntata quando sei a casa o sei vicino ad un'area wifi gratuito ed ascoltartela con calma e senza interruzioni quando ti pare e piace (e poi la cancelli o te la tieni...o quel che ti pare).

Come sempre se vuoi dire la tua, lasciare un commento, una tua recensione, un parere o consigliare qualche app per podcast che hai trovato migliore di questa o con cui semplicemente ti trovi bene, scrivimi a diariodiunamaestra@gmail.com.

Buon ascolto

Maestra Imperfetta